Sergio Lenci, architetto, specializzato nella progettazione delle carceri (Rebibbia è stata costruita – male, secondo lo stesso Lenci – su un suo progetto), era un vecchio socialista “di sinistra”. Un sabato mattina del 1980 un commando di Prima linea fece irruzione nel suo studio, e dopo averlo messo a soqquadro, in cerca di chissà cosa, lasciò l’architetto riverso nel pavimento del bagno con una pallottola conficcata nel cranio.
Miracolosamente sopravvissuto, Lenci ha piano piano ricominciato una vita più o meno normale, fra le aule dell’università La Sapienza, dove insegnava, e quelle dei tribunali, in cerca di giustizia. Ha scritto un diario, che nel 1987 ha vinto il premio di Pieve Santo Stefano pubblicato l’anno successivo dagli Editori Riuniti. Lenci morirà nel 2001.
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Archivio per Giugno 2008
Ci sono famiglie che soffrono
Giugno 29, 2008Il villaggio
Giugno 27, 2008di Giovanni Agnoloni
L’aria era satura di minestrone. Arrivava a fiotti dalla cucina, che era aperta in direzione del campo. Le felci ondeggiavano stancamente, e ormai erano quasi le otto. Pedro e Alonso lavoravano chini sui carciofi, sfruttando la luce che ancora indugiava nel cielo. La sagoma scabra del Montserrat si ergeva placida sul fianco della montagna, e c’erano degli uccelli notturni che già cominciavano ad aggirarsi per quel tratto di spazio.
Dora si era affacciata una volta alla finestra per controllare a che punto fossero i due uomini. Era una donna tranquilla.
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Francesca Sallusti. La lepre cede il passo all’oro
Giugno 25, 2008 La sincerità è incanto. Si deve parlare di poesia quando questa è portata con tanta sincerità e quando la sincerità è tanto particolare da porgere un incanto; un incanto particolarissimo e ricco come è quello femminile nel momento unico e privato di una donna che mette al mondo un figlio: questa poesia sembra possedere tutte le doti emotive e propulsive di un animo femminile còlto nel momento di maggiore sensibilità, come è quello, per una donna, della rivelazione di una nascita che si prepara. E questo tema non è per nulla scontato nel panorama della poesia di oggi. E non lo è, proprio per il naturale e privato modo di esprimersi che utilizza, al cuore di una poetessa madre, dall’interno di un sentimento – in un modo che a me, da uomo, sembra molto più intimo di qualsiasi altra poesia maschile. Viene utilizzato il carattere di una innata bontà, che è proprio di una vita che crea dentro di sé una vita che deve venire al mondo e nascere e crescere: è l’inevitabilità della vita, in tutto ciò che è vivo e vissuto vivamente, in un incanto naturale biologico
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Marina Pizzi
Giugno 23, 2008Plettro di compieta
2008-
1.
stagioni al pane
critica e memoria
dove la casa in estro di giostrina
secca le stanze che si stanno atee.
in meno di un marsupio
il nodo della corsa
per rivedere il sasso
che mi portò sott’acqua
dalla canoa più sciatta
alla novellina tanica di fuoco.
Giancarlo Majorino
Giugno 19, 2008Giovedi 19 giugno ore 21
La Casa della poesia di Milano
Palazzina Liberty, L.go Marinai d’Italia 1
In occasione della pubblicazione di Viaggio nella presenza del tempo di Giancarlo Majorino (Oscar Mondadori 2008)
Cinque poeti – Gherardo Bortolotti, Alessandro Broggi, Biagio Cepollaro, Andrea Inglese, Stefano Raimondi – leggeranno dei passi del poema di Giancarlo Majorino, commentandoli e discutendoli con l’autore.
Così uguale di Silvia Monti
Giugno 18, 2008Dalla sezione love songs – prima parte
(ora vomita tutto senza fare rumore.
vomita.
i colori i ricordi i suoi baci, anche il sole
vomita
i polmoni, lo stomaco, gli occhi
e per ultimo il cuore.
e poi muore)
Tortura come sfida letteraria
Giugno 14, 2008Erwin Koch: La danza di Sara
Come ogni esperienza estrema, la tortura è una particolare sfida letteraria.
Come trasformare in letteratura la de-personalizzazione dell’individuo, il suo sistematico annientamento nell’orrore del dolore fisico e psichico senza banalizzarlo? Può la dimensione umana sopravvivere in una condizione di programmatica negazione dell’umano?
Sono queste le domande che si pone il giornalista svizzero Erwin Koch, il cui romanzo La danza di Sara è la rielaborazione letteraria di un reportage che l’autore realizzò nel 2001 per la pretigiosa rivista svizzera Das Magazin.
litinerario di una estravagante ungarettiana
Giugno 11, 2008Il poeta, a testimonianza dell´amicizia, gli donò il libro di Panzini, Santippe, [3] sul cui frontespizio scrisse, come dedica, la poesia intitolata Per non rammaricarsi d´esser nati, probabilmente nella località di Locvizza (nello stesso giorno in cui venne redatta la bellissima lirica Nostalgia che fu pubblicata, insieme alle altre poesie di guerra, nel Porto Sepolto, [4] il libro poetico più importante del Novecento italiano). Il testo, che appare nello stato di prima stesura, fu evidentemente ‘dimenticato’ dal poeta, e quindi non fu sottoposto al proverbiale lavoro di revisione (la cui mancanza si avverte nell´errore ortografico, o termine dialettale, «ruggiada» che pure acquista un valore di popolaresca icasticità) e di riscrittura che invece interessò tutte le poesie della predetta prima raccolta, poi confluita nell’Allegria [5], e di cui sono testimonianza le innumerevoli ‘varianti’.
Con il volto di terra
Giugno 10, 2008di Pietro Pancamo
Sulla scorta di un’agilità narrativa che, ravvivata da un’esemplare capacità di sintesi, gli permette di compendiare nello spazio esiguo di cinquantaquattro pagine appena un intero universo di vicende, pensieri, conflitti, sentimenti e drammi familiari, il romanzo breve Con il volto di terra – dato alle stampe nel febbraio 2007 da Lucia Visconti (scrittrice sospinta ora come sempre da una vigorosa fede cattolica) – si dimostra simile all’ostia consacrata (minuta, certo, eppure in grado di racchiudere l’immenso).
Un ricordo di Luigi Malerba
Giugno 8, 2008Di Luigi Malerba, scomparso un mese fa, mi rigiro un libretto – Che vergogna scrivere – comprato alla Fiera del Libro di Torino (al favoloso prezzo di € 4,65) in uno stand riservato ai libri di “seconda mano”, spesso intonsi, molti ancora confezionati nel cellophane, una vera miniera dove reperire tante chicche senza svenarsi.
E’ l’unico acquisto che ho fatto in Fiera, e ne sono felice, perchè quest’anno ho utilizzato il mio tempo per gli incontri e per conoscere alcune fantastiche persone, tra cui la nostra Gaja e l’olandoligure Marino Magliani.
Tornando al libretto di Malerba, si tratta di un saggio edito nel 1996 da Arnoldo Mondadori, un caleidoscopio di pensieri sullo scrivere in cui emerge tutta la verve corrosiva del grande autore del Gruppo ‘63.
Il florilegio è d’obbligo.