Torna per la IV edizione il premio internazionale per la poesia Mario Luzi patrocinato dalla Presidnza della Repubblica.
Archivio per Gennaio 2009
Premio poesia Mario Luzi
Gennaio 31, 2009Essere senza destino
Gennaio 29, 2009Essere senza destino un libro che narra la storia degli ebrei ungheresi scritto da Imre Kertèsz. Un libro snobbato dalla critica e dai lettori che dopo 27 anni dalla pubblicazione fece vincere il nobel per la letteratura al suo autore.
Quando rileggere la storia e non solo quella che che fa più notizia ma anche quella di chi ha condiviso l’esperienza ma in un paese non alla ribalta delle cronache dei genocidi fa capire che siamo tutti abitanti di un unico pianeta.
I giovedì di Turro
Gennaio 28, 2009 I GIOVEDI’ DI TURRO è una manifestazione culturale organizzata dall’Associazione La Conta in collaborazione con il Circolo Arci Martiri di Turro e l’Associazione Le Belle Bandiere. Ogni giovedì a partire dal 22 gennaio 2009 alle ore 21.00 al Circolo ARCI Martiri di Turro, Via Rovetta 14, Milano. Ingresso gratuito con tessera ARCI.
I giovedì di Turro sono coordinati da Anna Lamberti-Bocconi.
Pazzo di Vincent
Gennaio 27, 2009“Pazzo di Vincent” è il titolo del libro di Hervè Giubert un giovane scrittore he ha scritto circa 30 libri nella sua pu breve vita. In ritardo lo conosciamo in Italia e di questa opera ci parla Ade Zeno
Il lavoro e i giorni
Gennaio 21, 2009Giovedì 29 gennaio, Roma
Ore 18.30 – Libreria Flexi, Via Clementina 9
Presentazione del libro a cura di Mario Desiati e Stefano Iucci
Il lavoro e i giorni
Venti racconti sui giovani, la precarietà, la disoccupazione
intervengono
Mario Desiati
Stefano Iucci
Raffaele Manica
L’adultera
Gennaio 19, 2009Un romanzo ambientato fra il 32 e il 64 d. C. è, per forza di cose, un romanzo storico. Giuseppe Conte fa il poeta, è critico militante, ma ha scritto e detto più volte e grosso modo: “Se scrivo in prosa, perché raccontare dei fatti miei? La mia è una vita ordinaria, non ha motivi speciali d’interesse. Preferisco le grandi storie, anche i grandi temi”. Di qui, le ovvie accuse di magniloquenza e saccenterìa, che si risparmiano volentieri ai moltissimi narratori di una contemporaneità tanto contemporanea da sembrare antiquaria (Sandro Veronesi, per dirne uno; Maurizio Maggiani, per dirne un altro; il brioso Andrea Vitali, per completare un quasi ideale trittico a contrario). L’adultera sembra l’opera più matura di Conte, ricca dii sfumature e apparenti contraddizioni in oggetto, notevole pas de deux fra due protagonisti drammatici e consapevoli della loro traiettoria umana.
Dove siamo
Gennaio 18, 2009A volte crediamo di essere in un posto e siamo altrove, altre, chiudendoci nei mendri della nostra mente, crediamo di essere qualcuno e siamo qualcuna altro. Siamo confusi ogni volta che ci ritroviamo soli con noi stessi e nei nostri pensieri ci immergiamo.
Emile Zola
Gennaio 17, 2009di Giuseppe Panella
«Il metodo moderno che io tento di seguire consiste nel considerare le opere umane in particolare come fatti e prodotti di cui bisogna rilevare le caratteristiche e cercare le cause, e niente di più. Così intesa, la scienza non proscrive né perdona: constata e spiega … Fa come la botanica, che studia con ugual interesse sia l’arancio che l’abete, l’alloro come la betulla: essa stessa è una sorta di botanica, applicata non alle piante ma alle opere dell’uomo»
[...]
«Ancora, nell’opera d’arte è necessario che i caratteri di cui abbiamo riconosciuto il valore divengano quanto più possibile dominanti. E’ solo così che riceveranno il loro splendore e il loro rilievo; solo in questo modo saranno più visibili che in natura. A tal fine, bisogna evidentemente che tutte le parti dell’opera d’arte contribuiscano a manifestarli. Nessun elemento deve restare inattivo o distogliere altrove l’attenzione: sarebbe una forza impiegata alla rovescia. In altri termini, in un quadro, una statua, un poema, un edificio, una sinfonia, tutti gli effetti devono essere convergenti. Il grado di questa convergenza segna il posto dell’opera, ed ecco allora una terza scala che s’innalza a fianco delle prime due per misurare il valore delle opere d’arte»
(Hyppolite Taine, Filosofia dell’arte)
La distrazione
Gennaio 14, 2009“La distrazione” di Andrea Inglese è una scelta di poesie dell’autore riunite sotto questo titolo e pubblicate nella raccolta “Arte Poetica“
a Maria Vittoria è il titolo di una di esse.
A ogni cosa il suo nome
Gennaio 13, 2009Dalla sezione: In suo nome
(parla lei)
Sembrava bello che costruissero le case al posto dei campi
poter vivere in un posto dove prima si era solo lavorato
forse ho sbagliato perché era il tempo della tv in bianco e nero
e non ho mai guardato fino in fondo il colore dei tuoi occhi
ma in te ho creduto davvero mi sembravi la liberazione
dopo un’infanzia di mattoni e stracci e fratelli da crescere
forse ho sbagliato perché le ragazze di buona famiglia hanno fretta
e così tanta paura della solitudine da correrle incontro
forse perché lavoravi come meccanico di aerei
e ho pensato che sapevi aggiustare le cose
e se tornavano a volare i mostri da dieci tonnellate di metallo
allora avrei potuto farlo anch’io che un giorno ci avevo provato
saltando dal secondo piano del fienile con un ombrello per paracadute
e un poco di leggerezza dovevo averla già dentro di mio
se non mi ero fatta niente
Tratto da “A ogni cosa il suo nome” di Francesco Tomada. Recensione di Viola Amarelli