Luca Salvatore

« Ad amalgama resa, a passi distillati subendo in piedi l’assedio di voci, la piega dignitosa delle ore; a mano stanca lavorando tenebre, implorando digiuni e spettri, una notte dietro l’altra, un bicchiere e un giorno alla volta, va avanti fino allo scadere la setta bianca e viola lutto, patito antidoto e veleno, il dover essere altrimenti, il meglio e il peggio, in attesa che suoni la propria ora in grande Stile, di forsennare l’Insensato e sbrigare il Soggettile. Tutto va per il meglio finché dura. Il solo passo, signori, è sempre e solo verso le cose stesse, dimenticare d’avere iniziato.

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