Archivi del mese: marzo 2008

Provocazione in forma d’apologo 54

Un vedovo con quattro figli accolse nella sua casa un orfano. Non lo accolse da padre, ma da padrone;

Roberto Rossi Testa continua la sua provocazione in forma di apologo QUI

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Il narratore onniscente

Il procedimento opposto a quello visto nei due moduli precedenti consiste nello scegliere grammaticalmente parlando la terza persona singolare per narrare una storia, ma in un altro modo. E’ subito evidente che in tal caso il distacco dell’autore dal personaggio acquista maggiore forza per questo carattere impersonale che la terza persona singolare produce inevitabilmente. Anche in questo caso comunque la terza persona singolare può essere usata in maniere diverse. Un modo consiste nel fare divenire il narratore in terza persona singolare un narratore onnisciente. Letteralmente questo tipo di narratore sa praticamente tutto delle situazioni e degli eventi raccontati. Tale narratore possiede cioè un punto di vista onnisciente e dice più di quanto ogni personaggio o l’insieme dei personaggi sappia. Il narratore onnisciente è quel narratore a cui è consentito di “entrare” nella testa di tutti i suoi personaggi, di sposare tutti i punti di vista quanti sono i personaggi presenti, di saltare da una situazione all’altra quando ritiene che ciò vada fatto, quindi di spostarsi nel tempo e nello spazio a suo piacimento. Naturalmente ciò è possibile propriamente perché narrare è comunque inventare qualcosa.

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Come pioveva

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“come pioveva” una canzone d’amore un po’ malinconica di inizio secolo di Armando Gill.

L’amore finisce, un’ amore fatto di dolci parole e veri sentimenti di quelli che forse non finiscono mai.

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Nel bosco

Elisa Bigini scrive la sua opera seconda intotolata “Nel bosco”. Laura Pugno l’ha letta per noi e ci racconta. potete leggere qui

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Non paghi di leggere

Lo Stato italiano, per ottemperare a questa direttiva, dal 2006 paga dei diritti d’autore quando un cittadino prende in prestito un libro.
E questi denari finiscono in gole e tasche profonde.
Non servono certo a ricompensare il lavoro degli autori.Contro questa direttiva si sono mobilitati tutti: lettori, autori, Biblioteche, Comuni, e tutti quei movimenti che si oppongono al prestito a pagamento, in favore dell’accesso libero alla cultura.

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Verso le elezioni

Non andrò a votare. O forse sì, se da uno di quei cavalli di troia che sono i partiti – coi candidati chiusi nel burka di un contrassegno, grazie al sistema maggioritario – vedrò luccicare da lontano qualche spada, sentirò un grido convincente e indignato, noterò un viso, un’espressione fisiognomicamente credibile (Goethe, amico di Lavater, ci credeva…).

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Bianca Medeccia, poesie

Vetro

Madre
Dove son finite le tue parole di ieri?
Le ho lasciate entrare dentro di me
– grata –
acqua nella terra secca

Nulla
a parte quei pezzi di vetro
che stanno li’ piantati da una vita.
Lo porto scritto in faccia
-Assolvimi Madre
perche’ non ti somiglio –

E tu l’hai fatto Madre
Tu hai fatto piovere
le parole giuste

– Chi e’ sano va via –

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