litinerario di una estravagante ungarettiana

Il poeta, a testimonianza dell´amicizia, gli donò il libro di Panzini, Santippe, [3] sul cui frontespizio scrisse, come dedica, la poesia intitolata Per non rammaricarsi d´esser nati, probabilmente nella località di Locvizza (nello stesso giorno in cui venne redatta la bellissima lirica Nostalgia che fu pubblicata, insieme alle altre poesie di guerra, nel Porto Sepolto, [4] il libro poetico più importante del Novecento italiano). Il testo, che appare nello stato di prima stesura, fu evidentemente ‘dimenticato’ dal poeta, e quindi non fu sottoposto al proverbiale lavoro di revisione (la cui mancanza si avverte nell´errore ortografico, o termine dialettale, «ruggiada» che pure acquista un valore di popolaresca icasticità) e di riscrittura che invece interessò tutte le poesie della predetta prima raccolta, poi confluita nell’Allegria [5], e di cui sono testimonianza le innumerevoli ‘varianti’.

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