Archivi del mese: luglio 2008

L’ospite incallito

È il 13 Luglio. Sono sdraiato nella mia tenda e provo a continuare a leggere. Ma non riesco a concentrarmi, la mia mente è fissata su quella parete. La parete Rakhiot, su quel stramaledetto seracco in mezzo alla parete. In quella fascia di ghiaccio, che ci ostruisce la via di salita.
Un mese fa quando arrivammo al campo base, questa parete mi fece paura. Le foto invece, danno l’impressione che faccia parte del mondo delle fiabe. La parete vista da “Fairy Meadows” si erge con tutta la sua maestosità per 3 chilometri verso il cielo.
Ben 9 chilometri di placconata separano la vetta del Ganalo Peak ad ovest dalla vetta di Rakhiot ad est. Però sono le scariche di ghiaccio che mi procurano paura.
Sono appesi dappertutto su questa montagna, sicuramente già da secoli fanno tremare tutta la valle ed inducono la gente del paese ad avere rispetto e sacralità. Dal basso mi è parsa una montagna ostica, tanto da lasciarmi perplesso e scettico per tutto il periodo che siamo qui.

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Metafisica dei nani da giardino

RACCOLTA DALLA VIVA VOCE DI MAMMOLO DA VALTER BINAGHI

Dal basso della nostra esperienza, e da una riflessione che non supera in altezza quella di una felce maschio, tre passi distinguiamo nel cammino delle cose umane.
L’indistinto, l’irriducibile, il comprensivo.
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lumina et semina

34.

La nudità del piede, del calcagno vizzo non conosce

se non il masso, i suoi secchi licheni.

Da Cristuri alla Fornace, a Pragò

l’occhio raccoglie il manto

di cui artefice è il merlo, o la ciaula,

con il seme malfermo nel becco.

La quercia roverella, il bagolaro, invadono

tutte le armacie dell’uliveto ch’era un monte

e un mondo, andato in una fiamma

non di roveto ardente, ma di sperpero deserto.

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Assoluto amore

di Giovanni Martini

Caro amico,
è con vivo rammarico che devo confermarti la mia decisione di porre fine a queste sofferenze. Ho lottato fin che ho potuto, ma adesso basta. Sono un uomo finito. L’opportunità che Nostro Signore l’Altissimo mi conferì non è bastata a donarmi pace sulla terra. Ho fallito in tutto, e ora nulla mi attende. Infatti non possiedo nulla, non ho nulla, non ho raccolto nulla. La mia biblioteca spartiscila con gli altri. Saprai bene come fare. Sono ottomila volumi di spiccatissima qualità. Edizioni rare, raccolte con tanto amore.
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Marco Guzzi su “Guida pratica all’eternità”

Carissimo Fabrizio,
grazie del libro che mi hai inviato e che sto leggendo con gusto e con pazienza. Senza fretta cioè, un racconto o due per volta.
Sembrano a volte brevi parabole contemporanee, sempre pregne di insegnamenti, attinti però dalla semplicità delle storie più feriali, come Polvere, ad esempio: il disegno preciso e insieme misericordioso di un carattere e di un destino.

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Il libro puoi trovarlo QUI

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Il Cantiere e altri luoghi, recensione di Giovanni Nuscis

Angelo MUNDULA
Il Cantiere e altri luoghi

Carlo Delfino Editore (Sassari, 2006) Collana – La Ginestra

Alla domanda frequentissima di quale sia la poesia destinata a rimanere, di solito consegue un’altrettanto ricorrente risposta: quella che ci richiama infinite volte a lei, per dilettarci e per apprendere, ancora, per misurarci e riverificare radici e appartenenze. La poesia che resta, per dirla in breve, è quella che ci nutre, per una qualche ragione. Una qualità, questa, che non sempre è dato cogliere nell’immediato. Molta buona poesia – che si fa subito apprezzare per una qualche dote e alla quale, magari, dedichiamo attenzione – spesse volte non la rileggiamo, addirittura, la dimentichiamo. Forse, perché non ci siamo presi il tempo necessario di lettura; non abbiamo atteso quel riscontro interiore di cui parlava Eliot;
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La forza di Nietzsche, di Vito Mancuso

Presso la Christian Marinotti Edizioni è uscito quest’anno un libro importante, ancorché breve e di lettura scorrevole: titolo Nietzsche e il cristianesimo, autore il grande filosofo tedesco Karl Jaspers (1883-1969), traduttore e curatore dell’edizione italiana Giuseppe Dolei. Nel 1937 Jaspers, in quanto marito di un’ebrea, era stato allontanato dall’università di Heidelberg dove insegnava da oltre vent’anni prima psicologia e poi filosofia, e l’anno dopo tenne una conferenza a Hannover sul tema, particolarmente caldo per quel momento storico, del rapporto tra Nietzsche e il cristianesimo. La tesi interpretativa di fondo è che “la lotta di Nietzsche contro il cristianesimo nasce dalla sua propria essenza cristiana”, una tesi che condivido per quanto attiene alla genesi della filosofia di Nietzsche, e che però ne fa, proprio per questo, il nemico per eccellenza, colui che si impegnò nella “maledizione del cristianesimo” con la volontà esplicita di distruggerlo, perché “non esistono ai nostri occhi avversari più radicali dei teologi” (Crepuscolo degli idoli) e “l’istinto teologico è la forma propriamente sotterranea e più estesa di falsità che esista sulla terra. Quel che un teologo avverte come vero, non può non essere falso” (L’anticristo. Maledizione del cristianesimo).
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