Antonella Anedda

Antonella Anedda scrive alcune fra le poesie più belle degli ultimi anni in una lingua di animale sopra un corpo morto. Batte la testa sopra un corpo morto e dallo scuotimento e dalla pesantezza terrestre di questa morte si sporge per lasciare il suo lamento.

Sì, il corpo è il luogo da dove ci affacciamo, ma è il vero punto interrogativo di questo libro-candela, è quello che ovunque duramente ci manifesta e che si vorrebbe chiamare apparenza e miseria.

di Maria Grazia Calandrone

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