La tana degli alberibelli

Questo La Tana degli Alberibelli (Longanesi, Milano 2009), che esce proprio in questi giorni in libreria, è il sesto romanzo di Marino Magliani.

Vi si narra delle indagini di un giovane olandese, Jan Martin, inviato da un’agenzia europea antifrode in Italia. Siamo in Liguria, nelle terre di Ponente. A Bruxelles si sospetta che i fondi europei per costruire un porto turistico, il più grande del Mediterraneo, siano stati dirottati altrove.

 

La storia s’apre con la misteriosa morte di un’agente, collaboratore di Jan Martin. A Bruxelles chiedono del tempo per valutare e decidere se proseguire con l’indagine oppure mollare la presa. Nel mentre, invitano Martin a proseguire con il suo lavoro di copertura. Ufficialmente egli è in Italia per conto di una emittente televisiva olandese, alla ricerca di un oggetto abbandonato in una grotta carsica da due disertori della battaglia di Marengo.

Martin decide invece di proseguire con l’inchiesta, da solo, alternando le visite al cantiere a quelle della grotta della Tana degli Alberibelli, dove sospetta che vi si trovi l’oggetto dei due disertori. Nella Tana, invece, scopre un’altra storia, quella dei partigiani e, in particolare, viene a conoscenza della tragica e misteriosa fine del partigiano cattolico Illiev (nome di battaglia). Quest’ultimo, dopo un’imboscata da parte dei fascisti, si rifugiò nella Tana degli Alberibelli e, prima di morire, lasciò un indizio inciso sulle pareti della grotta in cui svela chi l’ha tradito. Ormai, Jan Martin, senza tregua assetato e ossessionato dalla verità, indaga a tutto campo: da un lato, il porto, le società di costruzioni, le finanziare e i tanti prestanome; dall’altra la grotta, la ricerca della “terza”stanza, i vecchi partigiani superstiti, i carabinieri collusi con il potere politico e una inquietante Volvo bianca; dietro queste una oscura figura.

…. recensione di Francesco Sasso

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