Re delle Bettole

«All’inizio di quel round Ernest perse la concentrazione; mi venne incontro troppo in fretta, col sinistro abbassato, e ricevette un pugno sulla bocca. Il suo labbro cominciò a sanguinare. Era accaduto spesso. Non avrebbe dovuto significare nulla per lui. Non aveva forse scherzato con il barista Jimmy sul fatto che mi riteneva sempre suo amico mentre ero capace di fargli sanguinare il labbro? Con la coda dell’occhio aveva forse visto l’espressione spaventata sul volto di Scott. Oppure il sapore del sangue in bocca l’aveva forse indotto a voler combattere con più violenza. Fece un affondo, sferrando colpi più avventatamente. Mentre gli giravo intorno, continuavo a colpire la sua bocca sanguinante. Dovevo dimenticarmi di Scott, perché il gioco di Ernest era diventato più pesante, i suoi pugni erano più violenti del solito. I suoi pugni pesanti, se avessero colto il segno, mi avrebbero stordito. Dovevo colpire più velocemente e più forte per stargli alla larga. Mi preoccupava il fatto che prendeva i pugni in faccia come uno che dicesse a se stesso che gli bastava solo mettere a segno un unico forte pugno

… di Roberto Plevano

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