Archivi del mese: maggio 2009

Giugno ai Giovedì di Turro

Rassegna “I GIOVEDI’ DI TURRO”
Ogni giovedì alle ore 21.00, al Circolo ARCI Martiri di Turro, Via Rovetta 14, Milano. Ingresso gratuito
(a cura di Anna Lamberti-Bocconi e Francesca Genti)

Giugno 2009 – “LAUDATA SIA LA SPICA NEL MERIGGIO!” (GABRIELE D’ANNUNZIO)

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Andante di frammenti perduti

di Pasquale Vitagliano

Gianpaolo G. Mastropasqua, Andante di frammenti perduti , Lietocolle, 2008

Questa piccolo raccolta di versi di Mastropasqua ha una caratteristica testuale unica. Le poesie in essa raccolte starebbero per intero dentro lo spazio di una cartella, rendendo inutile – almeno sotto il profilo della conoscenza della poesia di questo giovane autore – qualsiasi recensione o lettura critica. Non si tratta tuttavia di poesia tascabile. Al contrario, questi frammenti non sono bigliettini da portare e perdere distrattamente, hanno la forza permanente dei graffiti, di segni indelebili di mondi vissuti, forse scomparsi, ma non dimenticati, non sprofondati nell’oblio.

E’ solo luce liquida questo mondo inverso/ (subacquea), quello che la memoria rievoca è infatti un universo capovolto, dove le assenze riprendono corpo, i vuoti si riempiono, i silenzi risuonano. Tutti i frammenti sono stati ritrovati in Bari nella giornata del 20 ottobre del 2003 nel viaggio che dal Lungomare all’Hotel Oriente, da Via Marchese di Montrone 39 a via Andrea da Bari 119, prosegue per via Quintino Sella 180 fino al monolocale di Via Crisanzio 136, nel quartiere Libertà, dove Mastropasqua ha vissuto da universitario fuori-sede. La Nota che conclude la silloge è fulminante, forse anche oltre le intenzioni dell’autore. Traccia un percorso, una mappa, individua nello spazio dei punti precisi, fisici, dove scoprire la poesia. Dove la poesia, i versi, sono stati trovati, anzi ritrovati. Frammenti, graffiti esistenziali, reperti materiali. La vita stessa allora, le vite, le esistenze producono poesia. Non secrezione immateriale dell’immaginazione, ma cosa concreta che attingendo alle cose della vita soffia nei corpi altrimenti inanimati e ri-dà loro vita.

…. QUI

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100 miglia

100 miglia di Roberto Plevano

«La mia è una generazione di mezzo, venuta alla luce e cresciuta in una società spuria, che a lungo, nel disinteresse generale, ha incubato alcune malattie degenerative di diagnosi difficile e impossibile cura»

Mi è capitato di leggere, e rileggere, “100 Miglia”, romanzo d’esordio di Roberto Plevano, autore vicentino, studioso di storia del pensiero medievale.
E’ un romanzo immaturo, senza un nucleo narrativo ben definito e privo di un vero filo conduttore che orienti il lettore nello sviluppo della storia.
Eppure, paradossalmente, questi difetti sono i punti di forza dell’opera, e il suo maggior pregio.
Attraverso la molteplicità di situazioni che il protagonista, Luca, affronta nel corso della narrazione, si mette in luce una rappresentazione efficace delle contraddizioni e delle incertezze di una generazione alla ricerca di solidi punti di riferimento in una società che non ne ha più, e che offre solamente il senso di una precarietà apparentemente ineludibile.

… recensione di Carlo Giacchin

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G. Agnoloni intervista F. Quilici

Alla Fiera del Libro di Torino Giovanni Agnoloni Intervista Folco Quilici.

Argomento: il viaggio

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Vogliamo tutto

vogliamotuttoDomenica mattina vado alla Fiera del Libro di Torino incontro prima un piccolo editore che mi dice c’è una crisi pazzesca c’è un calo drammatico di presenze poca gente che si ferma agli stand meno ancora che comprano poi parlo con uno dei direttori editoriali della major XY che mi dice ma no a noi risulta un aumento di presenze siamo soddisfatti ci sono segnali di ripresa,
magari hanno ragione tutti e due, nel senso che la crisi anche qui mica è democratica picchia duro soprattutto sui piccoli,
ecco, la crisi, questo Golem-Gollum che ci tiene costantemente per mano pare aleggiare su qualunque conversazione in Fiera senza risparmiare i convegni figurarsi quello sul tema del lavoro,
tutti gli anni alla Fiera del Libro fanno il convegno sui narratori del lavoro più o meno con gli stessi ospiti,
comunque vado sempre volentieri a sentire gli scrittori che parlano di quello che scrivono sul lavoro, quest’anno la conferenza si intitola “Lavoro da morire” (è però piazzata in orario pericoloso, a mezzogiorno, dopo si capisce perchè) che poi è anche il titolo della recente antologia uscita con lo struzzo,
intervengono Tullio Avoledo, Massimo Lolli, Michela Murgia, Laura Pariani, Antonio Pascale, Francesco Recami, coordina Andrea Bajani roteando assai le mani ad accompagnar concetti

Paolo Cacciolati

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Un cadavere squisito

Incontro a quattro voci con poesia

La sera di giovedì 20 maggio Anna Lamberti Bocconi, Marco Simonelli e Luigi Nacci hanno letto le loro poesie al festival Licenze Poetiche, Macerata – non in quest’ordine, non queste o non solo queste, in un posto che chiamiamo “ai forni”, in un intreccio di voci e di forze che ci ha conquistato. Tutta la notte si sono parlati dentro la mia testa, e ho sognato il mio cervello appoggiato sopra la mia testa, di non parlare più questa lingua, di parlarne un’altra inventata, ho sognato Ofiuco che ci ammaestrava in serpenti ed un cadavere squisito – grazie, renata]

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La forgia del diavolo

Alberto Pezzini

Certo che creare un personaggio come un avvocato scrittore è un bel colpo. Non è banale come si potrebbe pensare. Pensate, che so, a Fred Uhlman, quello de L’amico ritrovato. Così ci capiamo subito.
Uno che scrive, ma intanto deve continuare a lavorare per sbarcare il lunario. Poi ti arriva un libro che parte dal basso, dalla Liguria più stretta e sale fino all’inevitabile Milano. E da avvocato degli zanza diventi subito un autore di culto, uno scrittore che fa deragliare i lettori dentro le librerie. A comando visivo dietro le vetrine dove i libri vengono impilati.
Questo è l’incipit furbo, sotto pelle e dentro la pancia de La forgia del diavolo, l’ultima fatica di Maurizio Lanteri e Lilli Luini .
Questo avvocato solitario nel senso che lavora proprio da solo senza manco un praticante, si ritrova davanti ad un bel vuoto creativo. Di lì una mail che gli arriva come cacio sui maccheroni e l’offerta sconosciuta di scrivere un libro a quattro mani. Magica perversione del web dove ti può arrivare un’offerta preziosa tra la notte ed il giorno. Una storia offerta così, con incredibile senso di collaborazione. Una scrittrice in erba con ideee pulsanti e da materiare in libri da scrivere, e lo scrittore incallito dalle vendite. Storia d’amore o thriller oppure noir che fa anche un po’ male? Il segreto di questo libro sta in questo. Nel male puro. E nel dolore.
Una formula semplice, ma difficilissima da realizzare su carta, visto che c’è solo questa coppia ad averne trovato la chiave. Fare un noir sembra oggi un affare per molti. Fare un noir con brivido sottile, quasi indescrivibile, non è da tutti. In questo noir, che si dipana poi tra Corsica, Marsiglia ed il Ponente ligure con puntata anche a Triora, scorre una linea in profondità a quota del male.
Prima di tutto i due autori devono avere piantato nelle pagine le esperienze di una vita. I viaggi, le sensazioni, le letture. Ci sono tutte, nessuno escluso. Poi ci sono tanti fantasmi.

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