Notizie dalla Pizia

di Viola Amarelli

Raccontare è far uscire dall’ombra e rivelare qualcosa che non sempre si può cogliere. Un ritratto in versi di figure lontane è uno studio che restituisce una profondità a frammenti sparsi: idee, notizie storiche e costruirsi del mito. La distanza si rifrange in queste voci di Pizie che Viola Amarelli ci presenta nel loro tempo, ma al di là del tempo e direi quasi facendo oracolo la poesia cui le affida. Le evoca, custodi del sacro, ostinate e fragili, attente e consapevoli di una chiamata e forse superbamente isolate nel loro essere state donne del popolo, destinate alla parola-visione, ma anche a un’impotenza maggiore perché consapevoli che: “ so, che sapere non serve/ so l’infelice”.

Questa veggenza se è vocazione lo è anche per lo stupore della bambina cui la propria divinazione è rivelata da un Febo delfino quell’unica volta che lei vede il mare accompagnando il padre con l’asino: “frogi nella brina/ vento di sale e turchese a chiazze lo stupore/ immenso, pari al cuore senza linea”.

recensione di Nadia Augustoni

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