Andante di frammenti perduti

di Pasquale Vitagliano

Gianpaolo G. Mastropasqua, Andante di frammenti perduti , Lietocolle, 2008

Questa piccolo raccolta di versi di Mastropasqua ha una caratteristica testuale unica. Le poesie in essa raccolte starebbero per intero dentro lo spazio di una cartella, rendendo inutile – almeno sotto il profilo della conoscenza della poesia di questo giovane autore – qualsiasi recensione o lettura critica. Non si tratta tuttavia di poesia tascabile. Al contrario, questi frammenti non sono bigliettini da portare e perdere distrattamente, hanno la forza permanente dei graffiti, di segni indelebili di mondi vissuti, forse scomparsi, ma non dimenticati, non sprofondati nell’oblio.

E’ solo luce liquida questo mondo inverso/ (subacquea), quello che la memoria rievoca è infatti un universo capovolto, dove le assenze riprendono corpo, i vuoti si riempiono, i silenzi risuonano. Tutti i frammenti sono stati ritrovati in Bari nella giornata del 20 ottobre del 2003 nel viaggio che dal Lungomare all’Hotel Oriente, da Via Marchese di Montrone 39 a via Andrea da Bari 119, prosegue per via Quintino Sella 180 fino al monolocale di Via Crisanzio 136, nel quartiere Libertà, dove Mastropasqua ha vissuto da universitario fuori-sede. La Nota che conclude la silloge è fulminante, forse anche oltre le intenzioni dell’autore. Traccia un percorso, una mappa, individua nello spazio dei punti precisi, fisici, dove scoprire la poesia. Dove la poesia, i versi, sono stati trovati, anzi ritrovati. Frammenti, graffiti esistenziali, reperti materiali. La vita stessa allora, le vite, le esistenze producono poesia. Non secrezione immateriale dell’immaginazione, ma cosa concreta che attingendo alle cose della vita soffia nei corpi altrimenti inanimati e ri-dà loro vita.

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