Una lettera

… T’immagino lontano da me, in quel luogo così inconsueto, così estraneo perfino ai viaggi più avventurosi che solitamente facevamo quando ancora eravamo uniti. Questa scelta obbligata dipende da me, lo so, e te ne chiedo nuovamente scusa. T’immagino tra i tuoi libri, i tuoi quaderni, le tue penne, le tue matite, alla tua scrivania.

Andrea Sartori

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