Giallo in Sicilia

di Roberto Mistretta

Nella tradizione delle arti letterarie, è stato scritto che la Sicilia per qualità di produzione dei suoi autori, rappresenta in Italia ciò che la letteratura russa esprime a livello mondiale.
Su tale solco si incuneano anche le nobili origini del giallo in Sicilia e, senza citare Sciascia che fa caso a sé, basti ricordare che l’isola ha dato i natali a maestri del genere, come Ezio D’Errico (Agrigento 1892), definito il Simenon italiano, col suo commissario Emilio Richard, capo della Seconda Brigata Mobile della Surêté di Parigi; a Franco Enna, pseudonimo di Franco Cannarozzo, che inventò negli anni Cinquanta il commissario Federico Sartori, siciliano nostalgico, e, per restare in tempi più recenti, ad Enzo Russo, nativo di Mazzarino (vive a Monza), che negli anni Settanta pubblicò “Il caso Montecristo”, un giallo di costume che lo fece conoscere in Italia ed all’estero e, sulla scia di quel successo letterario, seguirono “La tana degli ermellini” e “I martedì del diavolo”.

Massimo Maugeri

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