Le Citta invisibili

di Anna Pannega

Un debito con un amico, a Fabrizio da Anna, lettrice.

Era il 2005 quando ho saputo che a Palermo, città di sole e di bellezza, ci sarebbe stata una mostra di Pedro Cano intitolata “Le città invisibili”, ho pensato subito che fosse uno di quei regali inaspettati della Tyche che ti fanno esclamare, ingenuamente: “questo è per me, solo per me! “

La magia degli acquarelli di Cano dedicata alle città di Calvino: summa di leggerezza , aerea, fragrante, che però si fa nebbia densa ed avviluppante ad entrarci dentro.

Leggerezza come categoria estetica, ma anche come obiettivo etico; sottrazione di peso; …ho cercato di togliere peso ora alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città … ( ci lascia detto il maestro Calvino nelle sue Lezioni americane, p.7, Oscar Mondadori, 1999).

Allora ho capito che il cerchio era perfetto, almeno per me: quelle immagini, sottili nei loro tratti, tenui nei colori, dense ed evocative nei segni si aggiungevano a quelle da me create, arricchendole: abbiamo bisogno del genio, della bellezza, dell’arte per potenziare la nostra conoscenza, quella della mente attraverso quella dei sensi, entrambe premurose ancelle del cuore, senza il quale la conoscenza è nulla.

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