Harry, rivisto

Mark Sarvas,“Harry, rivisto”, Adelphi, 2009,pag. 310, euro 19,00.

Sia gloria a tutti gli Harry Rent, pochi o tanti che siano, ma che rendono migliore e più gradevole questo mondo. Sia gloria a quelli che, dopo la lettura di questo romanzo, tenteranno di somigliare a Harry Rent; Harry Genio nostro degli Sprovveduti e Dio degli Incapaci, Harry indimenticabile macchietta che fa dell’errore il suo infallibile Sistema e della défaillance la sua Regola aurea.
Sia gloria a tutti gli Harry Rent dispersi e confusi nell’Harrylandia, Maestri dell’Imperizia e Imperatori della Goffaggine, che non temono confronti quando si tratta di centrare sempre il bersaglio sbagliato, incapaci di assolvere le cure più banali della prassi quotidiana ( aprire una bottiglia, scegliere un libro, masturbarsi, mangiare un toast), outsiders derisi e vilipesi, disinvolti nello sbrigare cerimonie e sofismi quanto un elefante in una cristalleria. Sia gloria a tutti gli Harry Rent che usano la propria disarmante bêtise come un grimaldello capace di mutare ogni avversità in favore e di trasformare, con altrettanta efficacia, la Fortuna in sciagura. Sia gloria a tutti gli Harry Rent che fanno della propria inadeguatezza il sale della vita, sia gloria alla loro stupefacente cialtroneria che li rende inabili a fabbricare persino la bugia più elementare. Sia gloria a questo Oblomov made in USA abbarbicato gelosamente alla propria pigrizia (Harry, radiologo californiano quarantenne sposato alla ricchissima e dolcissima Anna, che gira in Jaguar e possiede senza merito una villa stratosferica a Bel Air, Los Angeles). Sia gloria a tutti gli Harry Rent, cloni millesimati e arricchiti del Big Lebowski, necessari, come l’indimenticabile freak protagonista dell’omonimo film, a svelarci quale ruolo eserciti la follia nel mondo. Sia gloria a questo Zeno Cosini trapiantato nella West Coast che, per colpa di un sandwich inopinatamente chiamato Montecristo, tenta, con risvolti tragicomici, di ricalcare le gesta dell’eroe eponimo sandwichizzato, il dumasiano Edmond Dantès. Sia gloria a Harry Rent, perfetta macchina della vaghezza e della simplicioneria, questo uomo-pantomima, esilarante e dolcissima, attorniato da comprimari che stanno tra il cartone animato ed il romanzo d’appendice ( i due poliziotti Donchisciotte e Sancio, la grassa Lucile, la bella e colta Molly, la giovane moglie deceduta prematuramente, il perfido Bruce, la problematica Claire,…).

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