Il libro che non vende

di Antonio Gnoli

Giulio Lattanzi è da quasi cinque anni a capo della Rcs libri. È un manager puro che tiene la barra dritta sul conto economico, che progetta strategie finanziarie, opera fusioni, alleanze, acquisizioni. Insomma è uno che per il mestiere che fa non piacerebbe all’ editore Giuseppe Laterza che, in un’ intervista apparsa su queste pagine, si è detto molto preoccupato del ruolo di queste figure che rischiano di alterare il mercato librario «Il manager», dice Lattanzi, «è un’ esperienza più complessa, meno caricaturale di come Giuseppe Laterza l’ ha dipinta». Converrà, che fare libri non è la stessa cosa del produrre automobili o panettoni. «Lavoriamo dentro un’ impresa con un forte tasso di innovazione, la cui molla culturale è la creatività. Più della metà del fatturato della nostra casa editrice proviene dai titoli nuovi che pubblichiamo. Non sappiamo in anticipo se venderanno bene. Ma siamo consapevoli che il loro successo è essenziale per l’ andamento della casa editrice. Il profitto non è un obiettivo, è un vincolo che vale tanto per l’ azienda automobilistica, quanto per quella che produce libri». Ma il successo non può essere la sola componente? «Pienamente d’ accordo.

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