Flathead Valley

(testo introduttivo di Giovanni Agnoloni)

Davide Sapienza, scrittore ed esploratore – oltre che grande esperto di musica , ci offre qui, in un articolo pubblicato su GQ, una descrizione carica di fascino su una zona pressoché inesplorata del Canada, la Flathead Valley. Non è solo un reportage di viaggio: è un interrogativo sul senso profondo del rapporto tra uomo e natura.

La bellezza di un viaggio può nascere in sogno. Perché costruire un viaggio è come partorire un desiderio. Un’elaborazione della vita mentre la vivi. Parafrasando John Lennon, “un viaggio è ciò che ti succede mentre fai i tuoi piani.” E ciò che ti succede, se hai sempre sete di visione, è che puoi facilmente smentire chi sentenzia che non esiste più niente da scoprire. Ogni uomo nasce libero – di scoprire e di farsi scoprire. Ogni uomo nasce e inizia un viaggio che decide di percorrere nella sua ideale geografia, un sogno spesso fatto da bambino. Le Terre Lontane esistono nella mente esattamente come nella morfologia del Pianeta.

Lì in mezzo ci muoviamo alla scoperta di Terre Lontane che a loro volta ci scopriranno. E dall’incontro nasce l’attimo, il momento di grazia che ti fa dire – questo viaggio è il mio sogno. Così è nato anche questo, di sogno – così ho visto con i miei occhi cosa ho scoperto una volta giunto nel cuore della Flathead Valley.

Un anno fa il Canadian Geographic ne ha svelato l’esistenza alla nazione e dunque al mondo. Sulla copertina, una foto mozzafiato con un titolo inquietante: “estrazioni minerarie a cielo aperto – qui?”. Già. Sfoglio la rivista, leggo cose che mi impediscono di arrivare alla fine dell’articolo e già sono in Canada. Già sto camminando in un luogo senza sentieri e dove solo biologi, studiosi e cacciatori sanno muoversi. Forse.

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