Quando internet non c’era

De profundis. Angelo Morino, Quando internet non c’era, Palermo, Sellerio, 2009

In principio vi fu Leonardo Sciascia (quando ancora la Sellerio si chiamava Esse Edizioni e lo scrittore di Racalmuto vi pubblicava gli Atti relativi alla morte di Raymond Roussel); poi curatori, autori di culto e consulenti più o meno prestigiosi si sono susseguiti – Antonio Tabucchi, Beppe Benvenuto, Salvatore Silvano Nigro – ma sicuramente uno dei più costanti e dei più appassionati è stato Angelo Morino. In questo suo romanzo postumo trovato nel suo computer, dopo la sua morte improvvisa a cinquantasette anni, l’ispanista piemontese descrive non tanto il suo rapporto con la casa editrice palermitana con la quale ha collaborato a titolo diverso (traduzione, introduzione, postfazione, scelta delle opere da pubblicare) per ben centocinquanta volte quanto la propria vita di uomo e di studioso. Ma le sue non sono tanto le “memorie di un universitario” (come erano state le pur prestigiose scritture in limine mortis di Cesare Cases citate nel secondo esergo del libro) quanto quelle di un appassionato “amatore di letteratura”.

Giuseppe Panella

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