I diari del Polo

I Diari del Polo è curato da Filippo Tuena (già autore del capolavoro Ultimo Parallelo), con traduzione e postfazione di Davide Sapienza ed è la prima traduzione moderna, a quasi un secolo dalla sua pubblicazione, di questo documento vibrante e affascinante.

Immaginate, presentare I Diari del Polo di Robert Falcon Scott al Museo dell’Antartide di Genova. La cosa, già di suo, mi fa venire i brividi, anche se già nel 2007 ebbi l’onore di essere invitato in questo luogo sacro per ogni amante e studioso dei Poli. La saga del capitano Scott al Polo Sud – assieme a quelle di Shackleton, Mawson e del capitano Mackintosh – è la più dolorosa e anche quella che ha letteralmente creato la figura dell’esploratore eroe nel primo ventennio del secolo scorso nel grande continente bianco: questo nonostante le grandi imprese dei norvegesi Fridtjof Nansen prima, in Groenlandia e al Polo Nord, e di Roald Amundsen che aperto il passaggio a Nordovest mentre Scott moriva in una tenda abbandonata a se stessa nel deserto bianco, era già in viaggio per la Norvegia sulla nave Fram dopo essere arrivato per primo al Polo Sud.

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