Quando verrai

Il tocco. Laura Pugno, Quando verrai, Roma, Minimum Fax, 2009

«Lui e Montserrat sono nella stanza accanto, dove Ethan ha dormito da solo la notte prima. Tendendo l’orecchio nel silenzio quasi intollerabile della campagna Eva cerca di cogliere le loro voci basse, interrotte da scoppi di risa, di cui le arriva solo qualche parola. I fantasmi di Ethan e Sofia, ventenni in quella stessa casa, hanno forse ripreso possesso di quei corpi consumati, ormai privi di ogni strato di grasso. Quando verrai, aveva detto Sofia, o così le ha raccontato Ethan. Quando verrai a cercarmi, io sarò qui» (p. 107).

E’ il flashback toccante e preciso mediante il quale si apprende il perché del titolo di questo romanzo breve di Laura Pugno, testo narrativo che segue ad altre sue prove letterarie in versi (Tennis, Varese, Nuova Editoriale Magenta, 2002 e Il colore oro, Firenze, Le Lettere, 2007) e in prosa (i racconti di Sleepwalking, Milano, Sironi, 2002 e Sirene, Torino, Einaudi, 2007) o infine scritte per il teatro (DNAct, Arezzo, Zona, 2008).

Quando verrai è, innanzitutto, una quest, poi diventa una variazione significativa nell’ottica del “romanzo di formazione”, infine si trasforma in una vicenda giocata sul registro del fantastico.

 

Eva, Leila, Stasi, Vladimir, Ethan, Montserrat /Sofia sono i personaggi che si aggirano in questa vicenda esemplare ambientata nelle terre del delta, dove il nulla si congiunge al mare e dove tra una stazione di servizio, un ristorante per camionisti, un ospedale ai bordi periferici della città e l’autostrada non c’è soluzione di continuità con la campagna, il bosco e la spiaggia. Il luogo dove questa storia è ambientata potrebbe essere ovunque purché ai confini della civiltà e poi, in seguito, anche a quelli “della realtà” (per citare il titolo della famosa serie televisiva scritta da Rod Serling).

Giuseppe Panella

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