Giuseppina Turrisi Colonna

di Giovanni Inzerillo

 

«Raccolta nelle domestiche pareti, con la coscienza de’ più tenaci, studia il passato, irrompe contro le prave usanze, ripudia le cure femminili, colla mente risale, infiammata di gloria, a’ più splendidi momenti della vita italica, ed evoca le memorie degli eroi, vedendo gli uomini del suo tempo tralignati ne’ conviti, ne’ balli e negli amori. Tali sentimenti erano in lei sedicenne».

Così Francesco Guardione traccia un breve profilo della Turrisi Colonna, una ragazza appena sedicenne ma dall’animo di donna, capace di dedicare la sua breve vita a due grandi amori: la poesia e la patria.

Le poesie della Turrisi Colonna scritte in un periodo compreso tra il 1836 (ad appena 14 anni pubblica infatti l’Inno a San Michele) e il 1846 (nel 1841, a soli 19 anni, pubblica il suo primo volume), hanno una interessante storia editoriale, che vale la pena di citare, tra le due diverse aree geografiche di Palermo e di Firenze.

La prima edizione, come si è già detto, appare nel 1841 a Palermo a cui segue quella di Felice Le Monnier del 1846. A queste due incomplete prime edizioni seguono le altre del 1854 e del 1886 per gli editori palermitani di Ruffino e Virzi. Bisognerà aspettare il 1915, e nuovamente sotto la cura dell’editrice fiorentina, per avere l’edizione delle opere complete della Turrisi Colonna e comprendente 56 poesie edite dal 1841 al 1846, 28 postume, in parte pubblicate nella ristampa palermitana del 1854, 10 volgarizzamenti, 8 lettere scritte dalla stessa e altre 17 sulla stessa, e ancora 17 lettere indirizzatele da “illustri italiani”. L’edizione fiorentina del 1915, sebbene in apparenza datata, risulta quindi essere, ad oggi, la più completa e dunque quella consultata per l’occasione.

Le liriche della Turrisi Colonna possono suddividersi in distinti e macroscopici filoni tematici.

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