Spiaggia di Shelley e altri inediti

Alla ricerca di poeti dimenticati. Il satori sulla spiaggia. Luigi Fallacara, Spiaggia di Shelley e altri inediti, premessa e cura di Fabio Flego, con un saggio di Gaetano Chiappini, Viareggio (LU), Pezzini Editore, 2002

Scrive Gaetano Chiappini nel saggio (Cercando il fiore nell’ombra) che inaugura questo volumetto di inediti di Luigi Fallacara, un poeta forse fondamentale per il Novecento toscano ed italiano, oggi assai poco ricordato e spesso dimenticato senza pietà quando di essi si parla in chiave storico-critica:

«”Inventerà così le profezie / della forma che eternamente dura / esatte d’una esatta geometria // inventerà dentro il commosso mare / dell’esistere un fondo in cui lasciare / quell’ultima dolcezza della vita // E’ questo il gesto di sempre della poesia fallacariana, un’esperienza intensa, sensibile e mentale di simbolizzazione, che, se non elimina la realtà immediata, la supera e la rende eterna come punto fermo della vita e del suo mutare nei tempi e negli spazi. E’ come un incline prodigarsi della carezza della mano e dell’occhio, che scruta scrupolosamente il reale nella “presenza vegetale” e di tutto il certo e stabile del visibile, almeno per un istante, saldo ed immobile. Che poi sarà affidato alla paziente rassegnazione a cui ci richiama l’eterno della natura – la certezza del ciclo – che vive e continua a vivere mentre noi la lasciamo con un sospiro alle nostre spalle» (p.14).

Luigi Fallacara è stato figura centrale sia nella stagione del futurismo fiorentino che in quella di ispirazione religiosa legata al “Frontespizio” di Bargellini, di Batocchi e Lisi (non a caso la sua seconda stagione lirica viene definita, dai suoi estimatori, come “francescana” o di Assisi, dove visse, infatti, dal 1920 al 1925).

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