L’inquieto vivere segreto

di Fernando Coratelli

Entro in libreria in pausa pranzo. Ho le idee ben chiare, so cosa devo prendere, non cincischierò fra gli scaffali, anche perché devo mangiare – eh sì, pure io mi nutro di banali carboidrati e proteine.

Il banco delle novità non reca niente di nuovo, o perlomeno non riporta la novità che cerco io. Il marketing è una puttana che si dà ai soliti clienti.

Allora vado allo scaffale immenso che porta la dicitura di “narrativa” in ordine alfabetico. Individuo subito la lettera “k”. È lì quello che cerco: Franz K. Eludo i vari Kafka che si propongono e intercetto la costa che volevo. Nera con la scritta bianca. Sfilo il libro, carezzo la copertina lucida e vado alla cassa.

L’inquieto vivere segreto di Franz Krauspenhaar. Lo infilo in borsa e vado a mangiare. Sono tentato di sfogliarlo, magari di cominciare a leggere, tuttavia mi trattengo, so che non avrei la lucidità giusta e il tempo necessario per assimilare neppure una pagina. Rinvio tutto a stasera, dopo cena, al posto del solito film delle 21 su Sky.

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