La coscienza di Mike

 

di Alberto Pezzini

Nanni Delbecchi oggi scrive su Il Fatto Quotidiano. Scrive di critica televisiva, una sorta di cugina povera di quella letteraria. L’unica osservazione da spendere al riguardo è che per fare quella televisiva bisogna saper di lettere. Ma esisterà davvero un critico televisivo puro, una creatura del tubo catodico che possa scrivere di televisione senza potersi abbeverare alle fonti del Clitumno?

No, secondo l’inconscio parlante di Delbecchi e quella riga nutritissima di scrittori che la letteratura ha regalato letteralmente alla televisione e che vengono disegnati con il bulino d’autore di chi li ha conosciuti da vicino ne La coscienza di Mike, Mursia 2009, pagg. 142.

Si parte dalla storica Fenomenologia di Mike Buongiorno, inserita nel Diario Minimo di Umberto Eco, la quale nasce come saggio contundente pubblicato nella Rivista Pirelli, dove Mike viene bollato a fuoco come l’everyman, il vero prototipo dell’uomo qualunque capace di stimolare nello spettatore una sorta di rivincita a distanza.

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