Stupori e tremori

di Alessandro Cartoni

Questo piccolo romanzo di Amélie Nothomb del 2000 oltre che essere un capolavoro di grazia crudele, utile quindi ad orientarsi in tempi terrificanti come i nostri, ha l’indubbio pregio di non essere rivolto a nessuno in particolare. Ed è appunto questa sua natura aperta e universale a renderlo un prezioso strumento di pedagogia negativa. In effetti potrà essere letto, a seconda delle esigenze, come un romanzo filosofico, oppure come una storia aziendale, o anche come un testo etnologico, o più semplicemente come la narrazione, pressoché autobiografica, di un segmento esistenziale della vita dell’autrice. Non a caso la protagonista si chiama Amélie, anzi per l’azienda giapponese Yumimoto dove lavora con un contratto a termine, è Amèlie-san.

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