La tripla vita di Michele Sparacino

Lezione di scrittura. Andrea Camilleri, La tripla vita di Michele Sparacino, con un’intervista di Camilleri a Francesco Piccolo, Milano, Rizzoli, 2009

Più che il breve testo romanzesco che costituisce il piatto forte di questo ennesimo libro di Andrea Camilleri, ciò che risulta veramente importante di questo volumetto è proprio l’intervista (anch’essa l’ennesima!) rilasciata a uno scrittore come Francesco Piccolo.

La triplice vicenda di Michele Saracino è raccontata con il consueto vivace con brio da Camilleri nella sua lingua mista di dialetto siciliano e di invenzione. Nato a cavallo della mezzanotte tra il 3 e il 4 gennaio del 1898, Michele Saracino mette subito in imbarazzo la società in cui si trova a vivere: l’orologio del Municipio sul quale è stato misurato il suo arrivo al mondo va dieci minuti avanti. Ciò provocherà il subbuglio dei solfatari del paese ai quali l’anticipo dell’orologio fa lavorare dieci minuti ogni giorno di più per un totale di un giorno ogni tre mesi. La rivolta degli operai conduce a Vigata (da sempre uno dei luoghi mitopoietici dello scrittore siciliano) un giornalista di Palermo che non capisce nulla del perché delle rivendicazioni dei solfatari e dà la colpa a Michele Sparacino. Questo nome diventa il capro espiatorio per tutto ciò che risultava contrario alla legge. Il giornalista, non a caso di cognome Sparuto) si inventa una malmostosa e tonitruante intervista. Il prefetto sulla sua base ordina l’arresto del malvivente che ovviamente risulta inafferrabile (è un bambino di ancora pochi mesi). La caccia a saracino continua – quando durante un conflitto a fuoco verranno uccisi quattro briganti, e uno di essi risulta non identificato, il giornalista che si è inventata la falsa intervista, chiamato a riconoscerlo, lo identifica come il feroce Sparacino ma mal gliene incoglie perché si tratta, in realtà, del cadavere di un giovane di nobile famiglia sequestrato qualche tempo prima. Quando le rivendicazioni sindacali legate al commercio dello zolfo risultano complicate da legami familiari che hanno comportato il rincaro delle tariffe per le ditte concorrenti rispetto a quella del genero di un ministro e il traffico ferroviario viene bloccato con conseguente incendio di alcune carrozze, il nome di Sparacino ritorna alla ribalta.

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