Poesie estreme

Extrema ratio. Francesco Leonetti, Poesie estreme, San Cesario di Lecce (LE), Piero Manni Editore, 2009

Ricordo bene e nitidamente Francesco Leonetti in uno degli anni Ottanta (forse il primo) mentre presentava a Pisa, con altri suoi compagni di lotta e di teorizzazione, un libro-rivista di interventi leninisti sul presente (l’editore era Feltrinelli; il libro uscì rapidamente dal suo catalogo di allora e di oggi). Leonetti aveva il volto scavato e scabro dei film girati per Pasolini e l’andatura ondeggiata; lo sguardo distratto, il pensiero rivolto non si capiva a che cosa e non fu facile portarlo al discorso che volevo fargli e devo dire che non ci riuscii certo appieno, restandone deluso… Più di vent’anni dopo, il poeta calabrese è ormai molto più anziano e più provato nella salute e dagli eventi, eppure il tono della sua poesia è pur sempre quello di quei giorni quando qualche speranza militante c’era ancora e i discorsi della politica non erano del tutto disgiunti da quelli della teoria e della letteratura.

Sicuramente, Leonetti è stato uno dei maggiori agitatori di cultura del Novecento (non a caso, infatti, insieme ai suoi amici e sodali Pasolini e Roversi negli anni di Bologna). Autore di almeno uno straordinario romanzo di formazione (Conoscenza per errore del 1961 per Feltrinelli, poi ristampato da Einaudi nel 1978), di versi di grande incisività (In uno scacco (nel settantotto), Einaudi, 1979, è un libro di forza e slancio notevoli), Leonetti sarà ricordato molto probabilmente per la sua attività di animatore di riviste importanti e influenti per la cultura italiana di quegli anni:

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