Per dimenticare Alessia

L’attesa, l’oblio. Vittorio Catani, Per dimenticare Alessia, Torino, C_S Edizioni, 2007

Vittorio Catani è forse il più importante scrittore di fantascienza italiano vivente (la recente scomparsa dell’ormai anziano precursore Lino Aldani e il passaggio di Valerio Evangelisti ad altri genere letterari – il western, le storie di gangster italo-americani, il romanzo storico, le vicende sanguinarie e truculente di pirati del Mar Caraibi permettono di concedergli questa forse non troppo ambita palma). Tutta la sua opera letteraria, dagli Universi di Moras (Milano, Mondadori Premio Urania 1990) alla titanica raccolta di racconti L’essenza del futuro (Bologna, Perseo Libri, 2007) alla recente e splendida prova narrativa di Il Quinto Principio (Milano, Mondadori, 2009) sembrerebbe dimostrarlo. Eppure, tra una esplorazione dei mondi paralleli ricostruibili a volontà da un solitario viaggiatore nel tempo (Gli universi di Moras, appunto) e la Breve eternità felice di Vikkor Thelimon (contenuto, invece, in L’essenza del futuro), Catani ha voluto provarsi a scrivere anche un breve romanzo che un tempo si sarebbe detto mainstream.

Bildungsroman, come sostiene Silvia Treves, l’autrice della solida Introduzione che precede il testo dell’opera di Catani (purtuttavia l’arco di tempo in cui il romanzo si sostiene e si sviluppa dura tutta una vita), storia d’amore straziata e straziante (eppure è proprio con Alessia che il protagonista dell’opera, l’amore finirà per non farlo più), vicenda autobiografica e nostalgica di un tempo che non potrà più tornare, il romanzo di Catani ha come protagonista Leonardo Verrazzano (un nome che dovrebbe coniugare la genialità con lo spirito d’avventura e l’audacia del conoscere) che nasce a Brindisi e vive la propria giovinezza in questa importante città portuale pugliese sconvolta dalla guerra e profondamente trasformata dalla ricostruzione del dopoguerra.

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