Archivi del mese: marzo 2010

Il carezzevole

È da lungo tempo che non pubblico un articolo su La poesia e lo spirito.
Ho scelto di parlare di e con Massimo Lugli, terzo classificato al premio Strega 2009, dopo aver seguito con interesse la sua partecipazione di qualche settimana fa al TG La7. In termini televisivi potrei dire che “buca lo schermo”. Mi è arrivato così nitido e intenso il suo amore per la scrittura, è così sincero e spontaneo il suo con, che non ho potuto fare a meno di mettermi in contatto con lui. Volevo conoscerlo meglio, come persona, come giornalista e come scrittore.
Massimo Lugli ha appena pubblicato l’ennesimo romanzo per Newton Compton. Inquietante il titolo: Il carezzevole. L’autore me ne ha spiegato il motivo nel corso dell’intervista.
Gli ho chiesto di inviarmi qualche riga bio-bibliografica. Ed è così che si è presentato. Da parte mia posso solo ringraziarlo per l’estrema gentilezza e per la disponibilità.
Ora, però, lascio spazio alle sue parole.

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Se una notte d’inverno un viaggiatore

Il piacere di leggere ovvero la scrittura impossibile. Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino.

 

Pubblicato nel 1979 e presto diventato un caso letterario internazionale, il testo di Calvino non può essere facilmente definito come un romanzo in senso stretto. Sebbene il Novecento ci abbia abituato alla frammentarietà -fu la Coscienza sveviana il primo vero romanzo moderno in netto contrasto con la tradizione-, alla metaletteratura, allo sperimentalismo e al citazionismo, questo testo sembra andare oltre.

Eppure Calvino non ha remore nella definizione del genere romanzo. L’esordio del primo capitolo e l’incipit del primo pseudo-romanzo inserito strategicamente all’interno della narrazione sono significativamente espliciti in tal senso:

«Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino»

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La cetra d’oro

Scrittura lirica e scelta etica nella poesia di Renzo Ricchi. A proposito di La cetra d’oro (Poesie 1950-2005), Lanciano (CH), Rocco Carabba, 2007

Renzo Ricchi apprezza parecchio, evidentemente, la prospettiva di pubblicare proprie auto-antologie che raccolgono testi scritti in anni anche parecchio lontani dato che quest’ultima La cetra d’oro (Poesie 1950-2005) stampata per i tipi di Rocco Carabba di Lanciano nel 2007 è la sua terza pubblicazione realizzata in quest’ottica.

Scrive proficuamente Francesco De Nicola nel suo compendioso saggio introduttivo alla raccolta:

«Dopo quindici anni dalla seconda edizione di Le radici dello spirito (1), ora Ricchi propone la sua terza autoantologia che, rispetto alle precedenti, risulta invece profondamente mutata; e se le sezioni iniziali Mozione di sfiducia e Pontine sono ripresentate da allora pressoché integralmente (dalla seconda mancano due testi: Libertà e Lo sfarzo della vita), le successive sono sottoposte o a drastica riduzione o addirittura eliminate; così viene a cadere il poemetto L’età dell’oro (1967) e nulla viene ripreso dalla silloge Dal deserto (1977), mentre la seguente Itinerari di coscienza (1977) viene considerevolmente ridimensionata, scendendo da ventitre a otto testi presentati; analogamente la raccolta Notizie dal mondo scomparso (1979) scende da trentotto a soli sette testi, Un evento tra i fatti (1983) da quarantuno a venti e ancora l’ultima sezione tratta da Nella pienezza dei tempi (1985) si dimezza da venti a dieci componimenti.

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Il libro degli elogi

Elogio della letteratura vissuta. Alberto Manguel, Il libro degli elogi, trad. it. di G. Felici, prefazione di E. Vila-Matas, Milano, Archinto, 2009

Scrive Enrique Vila-Matas nella sua (simpatetica e amicale) prefazione al libro di Alberto Manguel:

«Se già di mio io sono a favore dell’umiltà che qualsiasi prefazione deve contenere, questa la inizio sotto l’influsso di alcuni brani di Una storia della lettura, uno dei libri più noti di Alberto Manguel, dove si spiega che leggere può essere un’attività che non giunge mai alla fine: “Al rabbi Levi Yitzak di Berdishev, uno dei grandi maestri assidici del Settecento, chiesero un giorno perché la prima pagina di ciascun trattato del Talmud babilonese fosse mancante, cosicché il lettore era costretto a iniziare dalla seconda. “Perché” rispose il rabbi, “per quante pagine l’uomo di studi possa leggere, egli non deve mai dimenticare che non è ancora arrivato neppure alla prima vera pagina”» (p. 5).

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Leggere Marx oggi

Non c’è rivoluzione senza rivoluzione.

Robespierre
La rivoluzione non è un pranzo di gala.

Mao Tse-tung

Salvatore Costantino e Aldo Zanca, Leggere Marx oggi, XL edizioni Sas, Roma, 2010.

Le contraddizioni non sono solo un motore di sviluppo della riproduzione capitalistica e della sua logica, o propria dell’accumulazione e del profitto, sono anche una specie di hybris autoimmunitaria che ne mina continuamente l’assetto. Un’auto-etero-rigenerazione violenta che investe sia il suo stesso modello di riproduzione di sfruttamento che la classe sfruttata e l’intera società civile.

Ogni nuova forma, diversa dalla precedente organizzazione, presentata completa e coerente, tuttavia non elimina le funzionali e strumentali asimmetrie di potere tra capitalisti e lavoratori, tra il sistema socio-politico del weltmarkt e il mondo locale e globale dei lavoratori e/o disoccupati che producono la ricchezza reale. Sembra essere di fronte alla profezia del teorema dell’indecidibilità di Gödel – se un sistema è coerente non è completo – o dell’altro teorema limitativo di Heisemberg sull’impossibilità di determinare (metaforicamente, è chiaro) simultaneamente posizione e velocità dell’andamento del ciclo di produzione, circolazione/scambio e uso dell’intera totalità disarticolata, dove, peraltro, vecchio e nuovo sono costretti a convivere per far funzionare il modello dell’asimmetria di classe. Oggi, per esempio, il sistema economico global-liberista fa convivere fordismo e postfordismo, occupazione e disoccupazione e l’accumulazione “primitiva” viene giocata sull’economia cognitiva, la competizione individualistica più sfrenata e la rendita finanziaria che funziona come una macelleria messicana a danno solo dei lavoratori, dei giovani, dei vecchi, dei disoccupati, dei poveri, dei “dannati” della terra e dell’ambiente.

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Cielo indiviso

Sapori e gesta d’infinito. Roberto Maggiani, Cielo indiviso, San Cesario di Lecce (LE), Piero Manni, 2008

«A Rimbaud. Io lo capisco quel silenzio del mare / e quel chiarore del cielo / che parte da me / e non dal mare e non dal sole / ed è l’eternità. / C’est la mer allée avec le soleil » (p. 72 ).

Questo omaggio a Rimbaud (il verso citato appartiene a Una stagione all’inferno) chiude la seconda tranche di poesie del libro (Mar Mediterraneo – Tirreno e Ionio). La prima era stata dedicata ad un sensuoso atto d’amore per Lisbona (Oceano Atlantico Lisbona e Algarve) e la terza, invece, lo sarà al mare come metafora del mondo (Mare Mediterraneo nei dintorni delle cose). Le tre parti si congiungono, comunque, nella consapevolezza della indivisibilità della realtà ultima delle cose (come pure recita e si deduce certamente dal titolo generale del canto).

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L’altra vita di Emma

Emma contro Emma. Daniele Borghi, L’altra vita di Emma , Ravenna, Fernandel, 2010

 E’ ben nota l’espressione di orgoglio (che però gli costò un notevole pregiudizio da parte dei suoi contemporanei) e di fiducia nella propria potenza stilistica che spinse Gustave Flaubert a dichiarare che Emma c’est moi! (a proposito dell’eroina del suo grande romanzo Madame Bovary). Come è noto, Emma si uccide alla fine di un’infelice percorso esistenziale che la porta a tradire il marito Charles e a invaghirsi di un uomo, Rodolphe, che poi l’abbandonerà quando si sarà stancata di lei.

Emma Farina, protagonista di questo romanzo noir di Daniele Borghi, non ci pensa neppure a uccidersi ma preferisce costruirsi una seconda esistenza che sarà il risultato felice della propria vendetta. Il romanzo, scritto in seconda persona singolare come se fosse un discorso indirizzato a un Tu dialogante (immaginario o reale non importa affatto definirlo), è la storia di una vendetta maturata nel tempo lungo della giovinezza e della maturità.

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