I paesaggi inospiti

di Fabrizio Fantoni

” Di questi boschi in partibus infidelium / è abbastanza comune la poiana, / dove qualche spuntone di roccia / e mozziconi di sassi / che si alzano da terra qua e là / offrono asilo e protezione.”Con questo componimento Giampiero Neri ci introduce nei suoi “Paesaggi inospiti” ( Mondadori 2009 € 12,00 ). Paesaggi dominati da un ambiente naturale maestoso in cui è possibile scorgere il volo solitario della poiana, il rapido apparire del ghiro tra i rami o, ancora, ascoltare il silenzio delle foglie ingiallite. Una natura accogliente e al tempo stesso insidiosa, segnata da una oscura ed incombente minaccia che grava sulla vita delle creature che la popolano:”Volano in ampi cerchi/ di un volo silenzioso/ indisturbate dagli abitanti del luogo / che usano dividere le specie / in commestibili e non commestibili / e se commestibili / le perseguitano con ogni mezzo, / se no le ignorano completamente.” Una logica di meccanica dissoluzione regola l’economia della vita di questi boschi, arrivando a coinvolgere anche il rapporto tra l’uomo e l’ambiente: un legame questo che appare contrassegnato da quell’ingenua crudeltà che l’autore aveva già espresso al suo esordio poetico – avvenuto nel 1976 con la raccolta ” L’aspetto occidentale del vestito” – nella poesia ” rivederlo non era stato piacevole,” nei cui versi finali si legge: “Nelle pause del suo lavoro / curava in un campo quasi arido / un piccolo allevamento di lumache, / molluschi che hanno paura dell’acqua, / le metterai vive -. mi disse – / in un infuso di latte e segale / e quando sono ben nutrite, cuocile”.

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