La ragazza di via maqueda

Si tratta di una raccolta di racconti (alcuni già pubblicati su riviste e giornali, altri inediti) che compone una sorta di geografia dell’anima dell’autrice.
Ci sono gli anni dell’adolescenza, qui. E quelli dei grandi incontri (Pasolini, la Callas, ovviamente Alberto Moravia). Ma è anche un libro che, mescolando la pura fiction con racconti della memoria, abbraccia i “luoghi per eccellenza” della Maraini: la Sicilia, Roma, l’Abruzzo.
Il primo racconto, quello che dà il titolo al volume (un racconto lungo ambientato a Palermo), stigmatizza una sorta di doppio abuso: quello dello smaltimento illegale di sostanze radioattive e quello della prostituzione minorile. Protagonista della storia è un ingegnere palermitano, indicato con le sole iniziali: D.B.
Pur essendo un uomo onesto, finisce con il rivelarsi come una sorta di inetto. Per certi è una vittima del sistema. Una di quelle vittime, però, che non avendo la forza e il coraggio di ribellarsi finiscono, loro malgrado, per diventare parti del sistema stesso. Ingranaggi. Anelli della catena.
L’uomo si trova costretto ad apporre la propria firma su un foglio che – di fatto – (come avrà poi modo di scoprire) consente alla ditta per cui lavora di procedere allo smaltimento illegale (e occulto) di materiale radioattivo. L’ingegnere, all’inizio, tenta una timida protesta… che non sortisce alcun effetto. Poi si trova a vivere un conflitto che potrebbe sintetizzarsi nella seguente domanda: decidere di denunciare l’illecito (rischiando di perdere il posto di lavoro), oppure non reagire (essendo lui stesso, in fondo, una vittima)? La sua strada, poi, incrocia quella di una prostituta bambina. Ne parliamo con l’autrice

Commenti disabilitati su La ragazza di via maqueda

Archiviato in libri

I commenti sono chiusi.