Tempo al libro

L’insieme dei 33 testi della raccolta è composito e variamente articolato: si va da misure brevi o brevissime di quinari, settenari, in testi singoli di pochi versi (Carvaja, ad esempio con la bella similitudine con la pesca-anima dove il nocciolo si stacca dalla polpa) a componimenti articolati ipermetri, dove all’accensione lirica subentra una tonalità vicina al parlato, e alla prosa: accade in Invettiva culinaria di un nonno verso il nipote dentro un fast food, un testo decisivo in cui Falconi conduce la partita linguistica in spezzature dialogiche moderne che richiamano certe modalità di Baldini ( interrogative, esclamative, invettive, ironia) e centrano il punto nodale della crisi (linguistica) presente tra tradizione e innovazione (pure culinaria) : così il dialetto si fa carico di traghettare e accogliere, come nell’altro conterraneo Nadiani, le parole del nuovo che avanza assieme alla memoria del passato. Tutta la silloge vive sul doppio registro di tradizione e innovazione, nella percezione epocale di un cambiamento (E cambiamènt) che coglie smarriti: “il cambiamento arriva/ con il passo sgangherato/ di un vu’ cumprà carico/ di cianfrusaglie/ di diversità”, e nella necessità di salvaguardare i sogni, come nel testo Lumbrigh (Lombrichi): “I sogni sono/ quei lombrichi lunghi/ che restano dopo che è piovuto/in mezzo alla strada// Moriranno rinsecchiti/ sotto il solleone/ o schiacciati dalla modernità di un’auto;/ però mi sembrano felici/ e un po’ stupidi/ come i sogni// Così io li prendo/ in mano e li porto/ dall’altra parte

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