Economie

di Antonino Contiliano

Slavoj Žižek, In difesa delle cause perse, Ponte alle Grazie, Milano, 2009.

Zygmunt Bauman, Capitalismo parassitario, Laterza, Bari, 2009.

Si sa chi ha il potere di opprimere, e chi non ha potere. Il Capitale opprime e i loro preti, e l’economia liberista globale è la rete della cattura. E la cattura non è certo quella dell’immaginazione al potere, quanto quella del profitto a tutti i costi e senza sconti: modello delle privatizzazioni e delle catastrofi. Il Welfare state dei ricchi contro i poveri e i Sud del mondo. Una strategia e una tattica cinica di catastrofi umanitarie, ambientali e planetarie.

La “rivoluzione” neoliberista del capitalismo digitale, della finanziarizzazione dell’economia, del reddito (profitto) immobiliare, della mercificazione dell’“immateriale”, delle “bole” finanziarie e la vicenda dei “subprime” – con il suo seguito di crack bancari (a livello mondiale) e la corsa al salvataggio delle banche dei padroni del mondo – non è stata certo la realizzazione del migliore dei mondi possibili. Se il suo mondo è stato messo su come il trionfo eretto sulle ceneri del “Welfare state” sociale e del mondo dei blocchi contrapposti, delle cadute dei muri del “socialismo reale”, si è qualificato solo come “Welfare state” dei ricchi e di guerra. Un potere cioè che ha innalzato altri muri (Messico, Gaza) contro le emigrazioni e i poveri; che ha coltivato altre dittature spargendole un po’ dovunque nel globo africano e latinoamericano; che ha eretto frontiere e barriere di identità e provocato la crescita di proteste e “sommosse” (banlieuses, sem terra, sem teto, i sans…), che, come da ipocrita galateo di classe, mediaticamente e politicamente presenta come atti criminali di gente pericolosa socialmente.

Commenti disabilitati su Economie

Archiviato in libri

I commenti sono chiusi.