Cielo indiviso

Sapori e gesta d’infinito. Roberto Maggiani, Cielo indiviso, San Cesario di Lecce (LE), Piero Manni, 2008

«A Rimbaud. Io lo capisco quel silenzio del mare / e quel chiarore del cielo / che parte da me / e non dal mare e non dal sole / ed è l’eternità. / C’est la mer allée avec le soleil » (p. 72 ).

Questo omaggio a Rimbaud (il verso citato appartiene a Una stagione all’inferno) chiude la seconda tranche di poesie del libro (Mar Mediterraneo – Tirreno e Ionio). La prima era stata dedicata ad un sensuoso atto d’amore per Lisbona (Oceano Atlantico Lisbona e Algarve) e la terza, invece, lo sarà al mare come metafora del mondo (Mare Mediterraneo nei dintorni delle cose). Le tre parti si congiungono, comunque, nella consapevolezza della indivisibilità della realtà ultima delle cose (come pure recita e si deduce certamente dal titolo generale del canto).

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