La cetra d’oro

Scrittura lirica e scelta etica nella poesia di Renzo Ricchi. A proposito di La cetra d’oro (Poesie 1950-2005), Lanciano (CH), Rocco Carabba, 2007

Renzo Ricchi apprezza parecchio, evidentemente, la prospettiva di pubblicare proprie auto-antologie che raccolgono testi scritti in anni anche parecchio lontani dato che quest’ultima La cetra d’oro (Poesie 1950-2005) stampata per i tipi di Rocco Carabba di Lanciano nel 2007 è la sua terza pubblicazione realizzata in quest’ottica.

Scrive proficuamente Francesco De Nicola nel suo compendioso saggio introduttivo alla raccolta:

«Dopo quindici anni dalla seconda edizione di Le radici dello spirito (1), ora Ricchi propone la sua terza autoantologia che, rispetto alle precedenti, risulta invece profondamente mutata; e se le sezioni iniziali Mozione di sfiducia e Pontine sono ripresentate da allora pressoché integralmente (dalla seconda mancano due testi: Libertà e Lo sfarzo della vita), le successive sono sottoposte o a drastica riduzione o addirittura eliminate; così viene a cadere il poemetto L’età dell’oro (1967) e nulla viene ripreso dalla silloge Dal deserto (1977), mentre la seguente Itinerari di coscienza (1977) viene considerevolmente ridimensionata, scendendo da ventitre a otto testi presentati; analogamente la raccolta Notizie dal mondo scomparso (1979) scende da trentotto a soli sette testi, Un evento tra i fatti (1983) da quarantuno a venti e ancora l’ultima sezione tratta da Nella pienezza dei tempi (1985) si dimezza da venti a dieci componimenti.

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