Il carezzevole

Al quarto romanzo, l’inviato speciale Massimo Lugli alza il tiro. Esaurita infatti la fortunata ministerie del Lupo, entra ora in scena l’aspirante cronista e voce narrante Marco Corvino, che se non è un alter ego del narratore gli somiglia tuttavia molto. I fatti si svolgono nella redazione di un quotidiano romano, sezione cronaca nera, e nelle strade di una Roma travolta da una serie di delitti sempre più efferati, di cui Corvino è chiamato a dare conto. Ogni capitolo è però preceduto da un testo in corsivo, in cui una seconda voce narrante (il Carezzevole, appunto) descrive con tono mellifluo delitti ben più cruenti, condotti sul filo di un sadismo anche troppo esplicito. Lugli racconta il male attraverso la luce deformata di de Sade; prendendone le distanze come può fare un laico romano disincantato, senza celarne tuttavia il fascino perverso. Ad arricchire il panorama dei rimandi, il cronista Corvino pratica inoltre il karate, arte marziale che la narrativa italiana ha di recente frequentato, per esempio, nei racconti giovanili di Antonio Franchini.

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