Solodieci poesie

di Giuseppe Panella

Brevi flashes da altroquando. Nunzio Festa, Dieci brevissime apparizioni (brevi prose poetiche), Faloppio (CO), LietoColle, 2009

Pur essendo giovanissimo (è nato a Matera nel 1981), Nunzio Festa ha già alle spalle una raccolta di poesie nel 2004 (E una e una, Montedit di Melegnano (MI)) e un volume di racconti (Sempre dipingo e mi dipingo. Storie di vita ballate e condite con musica, Associazione Culturale Il Foglio, Piombino (LI), 2005) e una notevole attività editoriale con la sua Edizioni Altri Media.

Queste sue ultime solodieci POESIE (è il titolo della collana di “libriccini da collezione” che le ha accolte) sono febbrili e brevi flash di vita che si mutano in poesia quasi spontaneamente.

«Settimo brevissimo. Il rullo del competitore, il sudore di colui che compete con un altro, la saggezza della missione di competere, la contesa quale arma di difesa, la resa davanti al contendere, la forza di concentrarsi per abbattere un altro soggetto. Lui necessariamente aveva il coraggio. La gentilezza e il perdono appartenevano alla testa, l’intrattenimento deve essere. Lo steccato che separa e mette insieme per un’unica sfida reiterata all’infinito, il finito concedersi al perdono, l’astuzia di sapersi comportante nel torto a torto. Il rigore della folla che pretende, il clamore di quella solita folla che attende imperterrita vittima con carnefice. La competizione fatta dal sangue ribollito nel petto delle ultime conclusioni coincidenti» (p. 9).

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