Correre

Ho appena finito di leggere ‘Correre’ di Jean Echenoz. Due anni fa avevo letto, con uguale piacere ed ammirazione, un’altra delle sue biografie inattendibili, quella su Ravel. Questa (con qualche piccola variazione) è la recensione che scrissi in quell’occasione per Stilos old version.

Jean Echenoz Ravel, Adelphi, 2007, pag.116, euro 14,00.

Tutto su Ravel, niente a proposito di Ravel: forse solo cosi, con un escamotage retorico magari pure logoro, si può condensare la strana impressione che proviene dalle lettura delle pagine di quest’opera che affascina ed irrita, che stupisce e magnetizza. Quello che è sicuro è che, chiusa l’ultima pagina, si vorrebbe saperne di più non tanto sul biografato quanto sull’autore: sapere se, per esempio, anche gli altri suoi scritti sono caratterizzati da quello che il risvolto, in perfetto Adelphi’s Style, definisce acutamente come “stile impavido”. Una prosa sottile e perfetta in effetti è quella che si stende sulle pagine di questa ‘relazione biografica’ assolutamente sui generis: una sinossi parziale ed arbitraria che s’avanza per dettagli ed ellissi e che, proprio a partire dalla centralità di questi eventi minimi dall’apparenza inerziale, compongono un quadro attendibile di un’esistenza tanto famosa quanto esemplarmente irrilevante: quella di Maurice Ravel.

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