Fallire ancora, fallire meglio

Quel che resta di Beckett. Fallire ancora, fallire meglio. Percorsi nell’opera di Samuel Beckett, a cura di Sandro Montalto, Novi Ligure (AL), Edizioni Joker, 2009

Samuel Beckett non cessa ancora di stupire o di affascinare i suoi lettori e i suoi studiosi. Ne è testimonianza questa importante raccolta di saggi organizzata e poi pubblicata in occasione del centenario della nascita dello scrittore di Foxrock. Un nutrito numero di pubblicazioni ha preceduto questa raccolta (ad esempio, belle monografie come quella di Annamaria Cascetta, Il tragico e l’umorismo, Firenze, Le Lettere, 2000 o cospicue raccolte di saggi come Per finire ancora. Studi per il centenario di Samuel Beckett, a cura di Gabriele Frasca, Pisa, Pacini, 2007) ma in essa il taglio della ricerca risulta particolarmente approfondito in alcune direzioni finora poco battute (almeno in Italia).

Dell’apparente “lateralità” delle scelte fatte il curatore Montalto si scusa nella Premessa ma è forse proprio in questa “marginalità” che il volume risulta interessante per il suo lettore. Nella sua successiva Introduzione (Samuel Beckett, l’anti-nichilista, pp. 7- 18), Sandro Montalto stesso cerca di tirare le fila della prospettiva critica emersa dopo la morte dello scrittore irlandese. A proposito dell’arruolamento un po’ forzato di Beckett nella dubbia compagine del “Teatro dell’Assurdo” (definizione coniata da Martin Esslin nel suo saggio dallo stesso titolo del 1961), si può leggere:

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