Jean Claude Izzo. Storia di un marsigliese

Stefania Nardini Marsiglia l’ha conosciuta dopo aver sognato Jean-Claude Izzo che le diceva che la città le avrebbe parlato di lui. Ci è andata e se n’è innamorata, restandoci per quattro anni. Leggendo le pagine di questa ‘biografia di atmosfere’, si raccoglie come il precipitato di questa esperienza di vita. La scrittrice-giornalista romana, ma napoletana dentro, era la persona più indicata, per professione e cultura, a scavare nel percorso biografico e artistico di questo reporter-scrittore francese di origine – appunto – campana. Non si limita, infatti, a raccontare i fatti della sua vita – a partire dall’antefatto, l’emigrazione del padre Gennaro (di Castel San Giorgio, in provincia di Salerno), con le difficoltà del suo inserimento in una città sia pur cosmopolita, il “porto” per eccellenza, nel senso più pregnante del termine. Va oltre. Scende sul terreno delle connessioni intime tra l’anima di un uomo complesso e battagliero, artista e attivista politico, giornalista e agitatore culturale, e l’ambiente in cui è vissuto, con le sue complessità sociali – in gran parte legate alla sua natura multietnica, oltre che alle difficoltà economiche relative alle attività portuali – e la sua spiccata capacità di sollecitare tutti i sensi, dalla vista (con i suoi intensi colori), al gusto (numerosi i riferimenti alla cucina, anche italiana, che l’autore francese amava in modo particolare), dal tatto (con gli amori che hanno costellato la sua vita) all’udito (con la congerie di lingue e dialetti parlati a Marsiglia), senza dimenticare l’olfatto, con quella metropolitanità frammista che ti entra nelle narici e ti cambia dentro prima che te ne sia reso conto. La genesi dei romanzi della nota trilogia noir di Izzo, Casino totale, Chourmo e Solea, oltre che di Marinai perduti e de Il sole dei morenti, si inserisce così in un contesto creativo che comprende tutto quello che l’artista ha incontrato e percepito lungo la sua strada. E ne fanno parte anche numerose raccolte poetiche (Izzo inizialmente non si vedeva come romanziere), e gli articoli scritti per il giornale “La Marsellaise”. Insomma, il vero protagonista di questa specialissima biografia è il mondo in cui lo scrittore ha vissuto, la sua “Marsiglia dell’anima”. La sua vita, per come traspare dal libro di Stefania Nardini, ne è stato il risultato, forse inevitabile, sicuramente genuino. E quest’opera densa e piena di passione ne è lo specchio, tanto che la si legge come un romanzo. Forse perché, in fondo, lo è, come tutte le cose della vita, o almeno delle vite vissute inseguendo un sogno.

Commenti disabilitati su Jean Claude Izzo. Storia di un marsigliese

Archiviato in libri

I commenti sono chiusi.