Le parole blu

di Giovanna Mozzillo

Le parole blu” di Marina Torossi Tevini (edizione Campanotto): libro insolito e complesso in cui due racconti lunghi – o, se preferite, romanzi brevi – vengono sapientemente manovrati da un’autrice che chiaramente al suo attivo ha un ricchissimo bagaglio di solide, impegnate e diversificate letture.

Nel primo un’indagine disincantata sul rapporto di coppia (lei è Alice che vorrebbe l’assoluto, lui è Alessandro che di sé offre solo briciole, ma “briciole doc”) a cui fa riscontro in parallelo una non convenzionale rievocazione della grecità classica, una rievocazione in virtù della quale – com’è, come non è? – succede che per le vie di Atene (dove Alice è in vacanza) ci imbattiamo in Socrate in persona, un Socrate in gran forma, che polemizza con Teofrasto e scherza con Aspasia. E c’è da sottolineare che si tratta di una rievocazione in cui alla scrupolosità della ricostruzione si accompagna una sorta di stupore per quanto attraverso i millenni si è ribaltato il modo in cui gli umani si accostano alla realtà (basti dire che nell’Ellade di allora l’amore con la A maiuscola era quello tra uomo e uomo, mentre l’eros eterosessuale veniva considerato di seconda categoria, superficiale, grossolano, finalizzato al solo appagamento fisico).

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