Nulla è sicuro ma scrivi

“Nulla è sicuro, ma scrivi” (Fortini). Giovanni Stefano Savino, Canto a occhi chiusi. Anni solari V, Firenze, Gazebo, 2009

 

Dal 1999 a oggi, in dieci anni di lavoro, Giovanni Stefano Savino ha sfornato cinque volumi di versi (più una sezione di testo di Trialogo con Mariella Bettarini e Gabriella Maleti, Firenze, Gazebo, 2006) di impatto e peso notevoli, non foss’altro che per il numero delle pagine edite e la quantità straordinaria dei testi poetici scritti.

Per citare una scherzosa affermazione di Alessandro Carrera (fatta nel corso di una sua recensione apparsa sulla rivista americana “Gradiva”), sembrerebbe che la poesia si sia seduta a tavola con lui, a pranzo e a cena, in tutti questi lunghi anni di lavoro diuturno e generoso.

Argomento privilegiato della poesia di Giovanni Stefano Savino è lo scrivere poesia, la natura materiale e ideale della sua stesura, il suo essere centro quasi assoluto della sua vita e della sua attività.

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