Archivi del mese: dicembre 2013

L’AFRICA DI ROBERTA LEPRI

La poesia e lo spirito

LIBRO

di Max Ponte

Roberta Lepri, nata in Umbria, vive a Grosseto. “Io ero l’Africa” (Avagliano Editore) è il suo ultimo libro che si distingue per l’impegno civile e l’attenzione a questioni sociali sempre attuali, come conferma l’intervista. “Io ero l’Africa” è a mio avviso il miglior romanzo della Lepri, attiva anche in ambito editoriale e fondatrice del blog letterario “Tutta colpa della maestra”.

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PITTURE NERE n.3: Marino Magliani, “Quella notte a Dolcedo”

La poesia e lo spirito

Marino Magliani, Quella notte a DolcedoMarino Magliani, Quella notte a Dolcedo, Longanesi, 2008, Pagg 264 , € 16,00

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di Lorenzo Muratore

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Le sicure pagine di “Quella notte a Dolcedo” svolgono dai veli della nebbia lo “spinoso affare” della strage nel pozzo.

Hans Lotle, disciplinato soldato tedesco, vi fu tratto in una specie di imboscata morale.

“Lo sguardo si era infilato nel folto di un rovo e l’aveva vista per caso. Gli occhi della bambina spiavano il loro passaggio dal folto dei rovi…

Per un paio di giorni s’era tenuto dentro anche quegli occhi, ma adesso aveva chiesto di essere ricevuto dal capitano…”.

Il quale, alle spalle del soldato, pronunciò strane parole: Sadrach, Mesach, Abdenego.

Parole che sono un filo per uscire dal labirinto: ma colui che dovrebbe uscire non le comprende.

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Felici nella novità (Mt 11,2-11)

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5. Un potere

La poesia e lo spirito

da qui

Coincidenze curiose: dovrei scrivere dell’attentato al mio amico sacerdote, che mi cambiò la vita, e oggi è il ventiquattro novembre, solennitá di Cristo Re;

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PITTURE NERE n.2: Il volo del colibrì. Marino Magliani, “Quattro giorni per non morire”

La poesia e lo spirito

Marino Magliani, Quattro giorni per non morireIl volo del colibrì. Marino Magliani, Quattro giorni per non morire, Sironi editore, 2006, pp.156, € 12,90
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di Lorenzo Muratore

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Ci sono uomini che cercano di comprarsi un’ora di vita; e si sforzano di negare la propria leggenda; ma è come se quella leggenda li precedesse, e fosse già scritta nel cielo.

Un progetto, quasi un manifesto di tutto ciò, viene accennato nel frontespizio di “Quattro giorni per non morire”.

Sappiamo che anticamente un giovinetto veniva scelto per via della bellezza e della grazia; lo riverivano, lo adoravano (ma era come prigioniero, perché non fuggisse), suonava un piccolo flauto, ed attendeva…

S’imbarcava poi su una canoa: le strade verso Dio sono rovine, e abissi di nera foresta, massiccia giogaia sospesa a picco.

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5. Un potere

La poesia e lo spirito

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Coincidenze curiose: dovrei scrivere dell’attentato al mio amico sacerdote, che mi cambiò la vita, e oggi è il ventiquattro novembre, solennitá di Cristo Re;

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Le lezioni di comicità di Matteo Andreone

La poesia e lo spirito

lezioni di comicvità COPERTINA
di Guido Michelone

Incontro con l’attore, regista, drammaturgo, della risata
Il suo nuovo libro a Roma il 19 dicembre

Così, a bruciapelo chi è Matteo Andreone?
Sono un formatore d’azienda con un passato recente (che ogni tanto ritorna) di attore, autore, regista e docente di teatro. Ho iniziato a studiare teatro alla fine degli anni ‘80, frequentando il Centro Teatro Attivo di Milano poi, negli anni successivi, ho lavorato per diverse compagnie teatrali italiane prendendo parte, come autore, attore e regista, a svariate produzioni. Dal 1996 mi sono avvicinato al mondo del cabaret e della stand-up comedy. Nel 2001 sono tra i fondatori dell’Accademia Nazionale del Comico, per la quale ho diretto la sede di Milano fino al 2013. In Accademia ho avuto la fortuna di collaborare con la maggior parte degli attori e autori comici italiani e contribuito a formare decine di giovani leve, oggi diventati molto…

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PITTURE NERE n.1: Marino Magliani, “L’ estate dopo Marengo”

La poesia e lo spirito

Marino Magliani, L'estate dopo MarengoMarino Magliani, L’ estate dopo Marengo, Philobiblon Editore, 2003, pp.142, € 10
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di Lorenzo Muratore

Alla vigilia di muovere verso l’Italia, il Primo Console venne informato d’un alto tasso di diserzioni tra i soldati: sulle cause dell’insolito scoraggiamento fu costituita una Commissione d’inchiesta. Perché, ad esempio, quei due granatieri dalle barbe lunghe, le pupille ardenti, se ne stanno sdraiati e immobili? Queste donne color dell’ombra… Questo cielo di sabbia.

C’è chi sospetta che certi semi gettati sopra le pietre roventi emanino un vapore, inebriati dal quale diventano ebbri respirando fumo; oppure che una bevanda li immerga in un sonno di visioni paradisiache. E così imprigionato nel suo grembo, il soldato cessi di combattere, e preso da queste libertà di navigar per l’aere, diserti.

La guerra è stata imposta alla Rivoluzione; e dalla funesta dialettica di quelle gloriose spedizioni lontane; − che serbano in sé il rumore della Rivoluzione…

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IL TERZO SGUARDO n.48: Vent’anni di attesa. Aa. Vv. “L’evoluzione delle forme poetiche. La migliore produzione poetica dell’ultimo ventennio (1990-2012). Archivio storico”, a cura di Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo

La poesia e lo spirito

Aa. Vv. L’evoluzione delle forme poeticheVent’anni di attesa.Aa. Vv. L’evoluzione delle forme poetiche. La migliore produzione poetica dell’ultimo ventennio (1990-2012). Archivio storico, a cura di Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo, Napoli, Kairós Edizioni, 2012

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di Giuseppe Panella*

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Scrive Ninnj Di Stefano Busà nella sua Introduzione alla voluminosa antologia che lo vede curatore insieme ad Antonio Spagnuolo:

«Diciamolo subito che non esistono due linguaggi: uno per la Poesia surreale, magico, ermetico, inaccessibile ai molti, e uno feriale, per i comuni mortali. La poesia può vibrare ovunque in maniera naturale, anche nelle lasse di un’espressione lontana dall’ipertrofia delle metafore o dalle ambiguità emergenti dall’inconscio, dagli assurdi e dagli arbitrii delle avanguardie a ogni costo. E “per ogni costo” s’intenda anche quello di inquinare il linguaggio, impoverirlo e strumentalizzarlo in modo deleterio e anarcoide. D’altra parte bisogna riconoscere che il linguaggio comune non è certo meno efficace di quello colto, o…

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I LIBRI DEGLI ALTRI n.61: Il cammino del cinabro: aspetti poco noti dell’opera di Julius Evola. Alberto Henriet, “L’uomo che cavalcava la tigre. Il viaggio esoterico del barone Julius”

La poesia e lo spirito

Alberto Henriet, L’uomo che cavalcava la tigreIl cammino del cinabro: aspetti poco noti dell’opera di Julius Evola. Alberto Henriet, L’uomo che cavalcava la tigre. Il viaggioesoterico del barone Julius, presentazione di Gianfranco De Turris, Chieti, Solfanelli, 2012

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di Giuseppe Panella

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Su Julius Evola, sulla sua esistenza di “esule in patria”, sulla sua attività artistica e teorico-filosofica, esistono ormai innumerevoli testimonianze[1] e una fitta letteratura di ricostruzione e di recupero delle sue posizioni teoriche ed etico-politiche. Dell’uomo e della sua opera è stato detto e scritto tutto e (praticamente) il contrario di tutto. Ma il denso e contenuto libretto di Alberto Henriet ha il pregio di puntare, finalmente, in direzioni altre rispetto alla polemica politica e all’esaltazione di determinati aspetti di una tradizione culturale cui Evola appartenne certamente (ma con molti distinguo). Henriet si è provato a drammatizzare visivamente la vasta e articolata opera dell’autore di Il cammino del cinabro trasformandola in…

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