PITTURE NERE n.1: Marino Magliani, “L’ estate dopo Marengo”

La poesia e lo spirito

Marino Magliani, L'estate dopo MarengoMarino Magliani, L’ estate dopo Marengo, Philobiblon Editore, 2003, pp.142, € 10
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di Lorenzo Muratore

Alla vigilia di muovere verso l’Italia, il Primo Console venne informato d’un alto tasso di diserzioni tra i soldati: sulle cause dell’insolito scoraggiamento fu costituita una Commissione d’inchiesta. Perché, ad esempio, quei due granatieri dalle barbe lunghe, le pupille ardenti, se ne stanno sdraiati e immobili? Queste donne color dell’ombra… Questo cielo di sabbia.

C’è chi sospetta che certi semi gettati sopra le pietre roventi emanino un vapore, inebriati dal quale diventano ebbri respirando fumo; oppure che una bevanda li immerga in un sonno di visioni paradisiache. E così imprigionato nel suo grembo, il soldato cessi di combattere, e preso da queste libertà di navigar per l’aere, diserti.

La guerra è stata imposta alla Rivoluzione; e dalla funesta dialettica di quelle gloriose spedizioni lontane; − che serbano in sé il rumore della Rivoluzione…

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IL TERZO SGUARDO n.48: Vent’anni di attesa. Aa. Vv. “L’evoluzione delle forme poetiche. La migliore produzione poetica dell’ultimo ventennio (1990-2012). Archivio storico”, a cura di Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo

La poesia e lo spirito

Aa. Vv. L’evoluzione delle forme poeticheVent’anni di attesa.Aa. Vv. L’evoluzione delle forme poetiche. La migliore produzione poetica dell’ultimo ventennio (1990-2012). Archivio storico, a cura di Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo, Napoli, Kairós Edizioni, 2012

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di Giuseppe Panella*

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Scrive Ninnj Di Stefano Busà nella sua Introduzione alla voluminosa antologia che lo vede curatore insieme ad Antonio Spagnuolo:

«Diciamolo subito che non esistono due linguaggi: uno per la Poesia surreale, magico, ermetico, inaccessibile ai molti, e uno feriale, per i comuni mortali. La poesia può vibrare ovunque in maniera naturale, anche nelle lasse di un’espressione lontana dall’ipertrofia delle metafore o dalle ambiguità emergenti dall’inconscio, dagli assurdi e dagli arbitrii delle avanguardie a ogni costo. E “per ogni costo” s’intenda anche quello di inquinare il linguaggio, impoverirlo e strumentalizzarlo in modo deleterio e anarcoide. D’altra parte bisogna riconoscere che il linguaggio comune non è certo meno efficace di quello colto, o…

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I LIBRI DEGLI ALTRI n.61: Il cammino del cinabro: aspetti poco noti dell’opera di Julius Evola. Alberto Henriet, “L’uomo che cavalcava la tigre. Il viaggio esoterico del barone Julius”

La poesia e lo spirito

Alberto Henriet, L’uomo che cavalcava la tigreIl cammino del cinabro: aspetti poco noti dell’opera di Julius Evola. Alberto Henriet, L’uomo che cavalcava la tigre. Il viaggioesoterico del barone Julius, presentazione di Gianfranco De Turris, Chieti, Solfanelli, 2012

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di Giuseppe Panella

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Su Julius Evola, sulla sua esistenza di “esule in patria”, sulla sua attività artistica e teorico-filosofica, esistono ormai innumerevoli testimonianze[1] e una fitta letteratura di ricostruzione e di recupero delle sue posizioni teoriche ed etico-politiche. Dell’uomo e della sua opera è stato detto e scritto tutto e (praticamente) il contrario di tutto. Ma il denso e contenuto libretto di Alberto Henriet ha il pregio di puntare, finalmente, in direzioni altre rispetto alla polemica politica e all’esaltazione di determinati aspetti di una tradizione culturale cui Evola appartenne certamente (ma con molti distinguo). Henriet si è provato a drammatizzare visivamente la vasta e articolata opera dell’autore di Il cammino del cinabro trasformandola in…

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diventare Fabrizio

La poesia e lo spirito

fabrizio centofanti
di Antonio Sparzani

Voglio parlare di Diventare se stessi di Fabrizio Centofanti (Effatà editrice, 2013, 173 pagine, € 12), perché è un libro che mi ha preso per mano e mi ha condotto alla fine senza permettermi di distrarmi e nello stesso tempo senza mai darmi un punto fermo, a cui attaccarmi; sì, qualche frase isolata buttata lì senza parere, ma che dice molto più di quel che sembra, e invece un continuo inseguimento di sé, mai davvero raggiunto.

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I LIBRI DEGLI ALTRI n.60: Un poeta senza tempo ma in attesa del mondo a venire. Giacomo Leronni, “Le dimore dello spirito assente”

La poesia e lo spirito

Giacomo Leronni, Le dimore dello spirito assenteUn poeta senza tempo ma in attesa del mondo a venire. Giacomo Leronni, Le dimore dellospirito assente, postfazione di Massimo Morasso, Novi Ligure (AL), Puntoacapo, 2012

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di Giuseppe Panella

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Ha ragione da vendere Massimo Morasso quando sostiene che Leronni, pur essendo “un poeta al passo con i tempi”, è in realtà un poeta che si misura con un tempo che non c’è e che forse ci sarà nel futuro remoto, sospeso nel suo linguaggio assorto e minimale in “un limbo infralinguistico”:

«Perché è ben vero, per fortuna, ma in un altro senso, più profondo, che Leronni è un poeta al passo con i tempi. Per buttar giù due nomi d’oggi, oltre a un ossificato Bigongiari, mi ricorda per esempio certo Cagnone e certo Cappi, l’ultimo, il più “originario”, per qualità analitica e respiro metafisico. Ma Leronni è al passo con i tempi, ci tengo a specificarlo…

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I LIBRI DEGLI ALTRI n.40: Parabole di viaggio. Paolo Carlucci, “Strade di versi”

La poesia e lo spirito

Paolo Carlucci, Strade di versiParabole di viaggio. Paolo Carlucci, Strade di versi, Roma, L’aura di Roma Edizioni, 2011

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di Giuseppe Panella

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Scrive Eugenio Ragni nel suo lungo saggio introduttivo a questa nuova raccolta di poesie di Paolo Carlucci, provando a racchiudere in una frase il senso riposto e profondo della sua proposta :

«Antico e moderno sono compresenze in parallelo o, altre volte, contrapposte quel tanto che basta per connotare il trascorrere del tempo, ma quasi mai per confronti moraleggianti, anche dove gli accenti si fanno più caustici : la tipologia urbana mutata e i modus vivendi fatalmente diversi dall’oggi non suscitano infatti le abusate modulazioni di gemebonda nostalgia care a tanta rimeria dilettantesca, ma costituiscono la base per disegnare una suggestiva immagine in diacronia della città, dove la coesistenza di passato e presente – anzi, di un “antico presente” – compone l’originale, suggestiva fisionomia atemporale di un agglomerato urbano assolutamente…

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Alessandra Paganardi, La pazienza dell’inverno

La poesia e lo spirito

paganardi

Per le “Conversazioni in libreria” venerdì 24 maggio alle ore 18, presso la Libreria Popolare di via Tadino, in via Tadino 18 a Milano, presentazione de La pazienza dell’inverno(puntoacapo 2013) di Alessandra Paganardi, con Prefazione di Marco Ercolani. Intervengono e dialogano con l’autrice Mauro Ferrari, Luigi Cannillo, Marco Ercolani, Alessandro Castagna.

Ringraziando l’editore per la gentile concessione, ne proponiamo un componimento e un brano della Prefazione di Marco Ercolani.

Ritaglio

a Cesare Pavese

I
Un giorno, tanto tempo prima,
qualcosa era felice.

La venatura perfetta del marmo
il rosa improvviso, il giallo gentile
come se fosse sempre mattina
o una notte di stelle senza male.

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